sabato 26 novembre 2011

Avanzi e riciclo per MTC!

Non mi è mai piaciuto buttar cibo che avanza, meno che mai ora che continuiamo ad essere in un perioduccio di crisi economica niente male, quindi, quando mi è avanzato un po' di ripieno dei tortelli al baccalà, mi è venuto subito in mente un consiglio della Cris nel suo post sul piatto MTC di questo mese: utilizzare la polpa di baccalà per fare dei crostoni. In realtà questa non è proprio una ricetta da "challenge", ma l'ho fatta, l'ho mangiata e mi è piaciuta moltissimo, alla faccia della sua semplicità, poi gli ingredienti sono da regolamento e allora perchè non farla partecipare? In fondo siamo quello che mangiamo e nel mio caso anche quello che cuciniamo, come la maggior parte dei miei piatti che propongo, io sono semplice, istintiva e soprattutto mi piace arrivare subito a dei risultati (forse non è proprio un pregio questo), quindi piatti veloci e gustosi, della serie massimo risultato, con minimo sforzo (leggi pigra).
Ecco il piatto supercomplicato..hi hi hi...ma un po' di relax dopo la "battaglia dei tortelli"...e che cavolino!!!!
Crostoni alla livornese
Non sto neanche ad elencare gli ingredienti, data la scarsa quantità (naturalmente se vi avanza del baccalà alla livornese!): ho aggiunto due patate lesse al ripieno di baccalà (vedi qua), una macinata di pepe e poi ho spalmato questa crema grossolana su delle fette di pane toscano, le ho messe sotto il grill del forno, fino a che non hanno fatto la crosticina, un filo d'olio novo e una manciata di prezzemolo tritato, davvero tutto qua!

venerdì 25 novembre 2011

Il baccalà alla livornese da MTC

Partiamo con ordine. Questo mese il tema dell'MTChallenge, proposto dalla vincitrice di ottobre, la pluricreativa gastronoma Cristina, che ammiro e stimo...anche quando non sei giudice Cri!;-)....ha proposto, da vera livornese d'adozione, il piatto principe della cucina di questa solare e beffarda città di mare: il baccalà alla livornese. Immediatamente sono stata folgorata da un'idea che credevo essere originale: il baccalà alla livornese dentro un raviolo o tortello, poi mi sono resa conto che in realtà era la fine più logica da dare ad un baccalà in un MTChallenge, infatti non appena ho versato l'ultima goccia di sudore per fare la mia prima pasta ripiena e ho sbirciato tra gli sfidanti, ahimè, il mio tortello era stato battuto sul tempo e non solo....anche dal punto di vista estetico....così mi sono un po' scoraggiata, e nonostante i gentili incoraggiamenti delle giudichesse, che mi esortavano a postare ugualmente non volevo mettere "alla berlina" i miei poveri "piccoli e neri" tortelli, così ho iniziato a pensare a qualcosaltro....ho "creato" un altro piatto, che mi ha dato più soddisfazione....e....misteri della psiche....dopo aver riacquistato un miminimo di autostima, ho deciso di mostrare tutti i miei "lavori", a partire proprio dal mio tortello  piccolo e nero (marroncino letteralmete).
Piccolissima premessa: anche se la forma rettangolare può ricordare più i ravioli, li ho chiamati tortelli, perchè almeno qua a Firenze e dintorni, i ravioli sono prettamente ripieni di ricotta e spinaci e hanno la sfoglia molto sottile, mentre i tortelli sono più "rustici", con la sfoglia un po' più spessa e ripieni di patate, quindi essendoci anche un po' di patata nel ripieno ho optato per la seconda denominazione.
Tortelli mari e...boschi
Ingredienti per 2 persone
Per il ripieno:
1 filetto di baccalà da 500 g (che ho ammollato io per 2 giorni!)
2 spicchi d'aglio
150 g di polpa pronta di pomodoro (io avevo quella di mia suocera coi pomodori dell'orto)
olio extravergine d'oliva "vecchio" (del mio suocero)
1 patata lessa media
Per la sfoglia:
90 g di farina 00
60 g di farina nuova di castagne
1 uovo e un albume
olio extravergine d'oliva "vecchio" q.b. per renderla più elastica
prezzemolo tritato
Per il condimento
olio extravergine d'oliva "nuovo" (sempre del mio suocero)
aglio e prezzemolo

Iniziamo dalla cosa più facile: il condimento. Ho versato un po' d'olio novello in un barattolino, con uno spicchio d'aglio schiacciato e del prezzemolo tritato e nel tempo che preparo i tortelli e il baccalà, lo faccio aromatizzare.
Proseguo col ripieno, praticamente seguo la ricetta di Cristina per fare il baccalà alla livornese,  togliendo  però prima la pelle al filetto di pesce, diminuendo la percentuale di pomodoro e senza preoccuparmi della grandezza dei bocconcini e senza infarinarli. Fatto questo, raccolgo il pesce con la sua salsina in una ciotola, elimino l'aglio, lo spezzetto ben bene con la forchetta e ci aggiungo la patata lessa passata. Metto il ripieno a riposare in frigo.
Eccoci all'acqua....cioè....eccoci al difficile, per me: la pasta, oltretutto con l'aggiunta di farina di castagne, che ho scoperto, a mie spese, rende l'impasto molto più difficile da lavorare, rispetto ad una normale pasta all'uovo (che ho fatto in contemporanea per mio marito, visto che "odia" le castagne)
Ho impastato gli ingredienti, con molta difficoltà, alla fine sono riuscita ad avere una palla omogenea, pensando di aver superato lo scoglio più grande. Poi ho diviso l'impasto in due parti uguali e ho iniziato a tirare la pasta per stenderla e lo scoglio si è trasformato nell'iceberg del Titanic. Vi chiederete perchè ho diviso in due l'impasto...si dai...chiedtemelo...ma è ovviooooo...per complicarmi la vita, visto che tutti i giorni faccio la pasta fresca io! Mi sono messa in testa di fare la pasta di castagne prezzemolata, cos'ì dopo aver steso una parte d'impasto ci ho sparso sopra un po' di prezzemolo e poi ho sovrapposto l'altra sfoglia stesa e ho iniziato a pressarla col mattarello...tutto qui. Alla fine il risultato visivo no è stato granchè, visto che la pasta è molto scura, ma qualche sentore di prezzemolo si è sentito al gusto. Per farla breve poi mi sono arrangiata per fare questi pseudotortelli, non avendo una tecnica ben precisa (il prossimo corso di cucina che farò deve essere assolutamente sulla pasta fresca e ripiena!) e non vi sto a dire il mio metodo, sicuramente voi ne conoscerete di migliori. Ho lessato i tortelli, li ho impiattati e li ho serviti con l'olio nuovo aromatizzato all'aglio e prezzemolo: li ho mangiati solo io, non ho avuto un giudice esterno, ma vi assicuro che io sono molto autocritica, il gusto mi ha piacevolmente sorpreso, l'abbinamento folle delle castagne col baccalà non mi ha deluso, l'unica pecca è la consistenza troppo dura del contorno dei tortelli, ma questo è dovuto esclusivamente all'esecuzione non perfetta della sottoscritta, magari se qualcuno di voi prova a farli,  gli verranno 10.000 volte meglio. Ecco questa è la prima ricetta "istintiva". Faccio una pausa. Sono un po' stanca fisicamente. Al prossimo post, con la seconda estemporanea ispirazione.
Come sempre grazie Menuturistiche e grazie Cri!


lunedì 7 novembre 2011

Trancetti alla marmellata per i bimbi di Borghetto Vara!

Vorrei dire tante belle e struggenti parole, ma molte ne sono state già dette, sicuramente più significative, vorrei mettere le immagini della sofferenza, della distruzione dei tanti paesini dell'entroterra ligure, ma ne abbiamo viste a sufficienza e ne continuiamo a vedere nelle varie trasmissione televisive e non ho tempo, non c'è tempo da perdere per gli abitanti di questa bella terra e in particolare per i bambini della casa famiglia di Rocchetta Vara, distrutta dall'alluvione, e allora frettolosamente pubblico questa ricetta e la regalo alla bella iniziativa partita di Patrizia, che raccoglie ricette che poi verranno raccolte in un libro il cui ricavato andrà alla casa famiglia, ma anche chi non sa o non ama cucinare può contribuire facendo un versamento alle seguenti coordinate.
Passate parola.
IBAN 
IT30X0617549720000000546980
Banca CARIGE Ag.394
causale: alluvione Borghetto coop.sociale Gulliver
dal libro "Regali golosi" di Sigrid Verbert
Ingredienti
250 g di farina
250g di zucchero
240 g di burro
2 tuorli
1 cucchiaino di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia (non avendolo trovato, non l'ho messo)
300 g di marmellata di lamponi (io ho usato quella ai frutti di bosco)
una presa di sale

Preparazione
Mescolare la farina il lievito e il sale. In una ciotola, lavorare il burro morbido insieme allo zucchero fino a ottenere una crema chiara. Incorporate i tuorli e l'estratto di vaniglia, poi la farina. Impastare velocemente fino a ottenere un impasto soffice, dividerlo in due, avvolgere ogni porzione con della pellicola e lasciar riposare per un'ora. Trasferire poi una metà dell'impasto nelcongelatore per circa 5 minuti. Stendere l'altra metà in modo da riempire una teglia rettangolare (20x30 cm), coprire questo strato con la marmellata, poi, con una grattugia a buchi grossi, grattugiare l'altra metà dell'impasto, facendolo ricadere in modo che sia distribuito su tutta la superficie della marmellata. Infornare a 170°C per circa 30 minuti, fino a quando la superficie non sarà dorata. Accertarsi che la base sia ben cotta. Sfornare e far raffreddare. Ritagliare delle porzioni di circa 5 cm per lato. Per circa 24 trancetti.

giovedì 3 novembre 2011

La vera torta della nonna....

...o almeno come quella che ho sempre visto e mangiato qua a Firenze!
Dedico e regalo questo dolce al bellissimo e impegnativo progetto benefico di Meris, che servirà ad aiutare la Fondazione S.Lucia. Ecco il banner per diffondere l'iniziativa.
Questa torta, contrariamente al nome, è una di quelle che le mie nonne non mi hanno mai cucinato, ma che ho sempre comprato in pasticceria o ordinato al ristorante; ha fatto sempre parte del mio "bagaglio mangereccio" dell'infanzia (tra l'altro una delle mie preferite, insieme al millefoglie e il bongo) e non mi ero mai posta la questione delle sue origini...lo vedevo un po' come un dolce universale, trasversalmente nazionale e invece....sfogliando il mio prezioso "Libro della vera cucina fiorentina" di Paolo Petroni, mi trovo davanti alla ricetta di questa torta, con mia grande sorpresa inizio a leggerla, magari ha lo stesso nome, ma è tutt'altra cosa...e invece no...proprio no, l'unico ingrediente "intruso" sono le mandorle al posto dei pinoli, ma il risultato è proprio la torta della nonna che conosco io!
Incuriosita da questa cosa inizio a googlare "ricetta torta della nonna" e mi trovo davanti a varie versioni a seconda del tipo di pastafrolla e di crema, ma il succo rimane lo stesso, la frolla deve avere un giusto equilibrio di friabilità....solo la forma non mi convince, perchè vedo foto di torte perfette nel loro stampo da crostata, oppure torte altre con un bordo di 3 cm, alcune con la frolla un po' troppo spessa, ma io così non le ho mai viste...nemmeno nelle più prestigiose pasticcerie di Firenze. Poi mi nasce il dubbio sulla sua origine, perchè per molti è un dolce ligure che è diffuso anche in Toscana, per altri proviene dalla Romagna; forse un fondo di verità c'è, visto che sono tre regioni confinanti...chissà..sta di fatto però che nel mio "girovagar per web", ho trovato la sua definizione, addirittura su Wikipedia: "La torta della nonna è un dolce che nel corso degli anni è diventato parte integrante della cucina tipica fiorentina. Venne creato per scommessa da Guido Samorini grande cuoco scomparso qualche anno fa. Alla creazione gestiva un ristorante oggi scomparso che portava l'omonimo nome del luogo e del mercato stabile rionale fiorentino: San Lorenzo. Alcuni clienti stanchi dei pochi dolci che la cucina tipica offriva gli chiesero una sorpresa per la settimana successiva quando si sarebbero presentati per la novità. Il Samorini gli presentò quel piatto che fece tanto piacere nel gusto e nella novità.
La ricetta, pur essendo molto diffusa nelle repliche è stata passata in segreto ad una sua allieva e vanta tantissime imitazioni e personalizzazioni."
Di seguito una foto del Samorini che ho tratto dal sito di uno storico ristorante Casprini da Omero al Passo dei Pecorai, gestito dalla famiglia casprini dal 1913, passando per 5 generazioni, nelle colline del Chianti vicine a Firenze, una buonissima (giuro non è una marchetta, è una libera citazione) trattoria tipica fiorentina, che già conoscevo, ma non così bene...infatti guardate cosa ho scoperto: "Tra i cuochi che qua hanno lavorato e che hanno tramandato i loro segreti, c’è Guido Samorini, l’inventore della torta della nonna. Mamma Anna, ha avuto il privilegio di essere la sua allieva preferita". Mi sa che ci farò un salto molto presto, chissà che non riesca a carpire la ricetta "segreta" della torta della nonna...male male, mi consolerò comunque ordinandola!
Guido Samorini - Foto originale tratta da qui
Foto storica originale tratta da qui
 E ora dopo questa pseudoricercastorica sulle origini della torta eccovi finalmente la ricetta nella versione di Paolo Petri, che non so quanto si possa avvicinare all'originale, ma avuto un successone in famiglia. Ve la trascrivo pari pari con i soliti miei eventuali comment in corsivo.
Torta della nonna da Il libro della vera cucina fiorentina di P.Petri

Ingredienti per 8 persone
Per la crema pasticcera:
1/2 litro di latte
3 tuorli d'uovo
120 g di zucchero
50 g di farina 00
1 bustina di vanillina
scorza di limone
Per la pasta frolla:
350 g di farina 00
150 g di burro
130 g di zucchero
1 uovo+2 tuorli
1 limone
sale
Per la guarnizione
1 uovo
70 g di mandorle pelate o pinoli
zucchero a velo
"Per prima cosa preparate la crema pasticcera.
In una zuppiera mettete le uova e lo zucchero, quindi mescolate bene (meglio con uno sbattitore elettrico) fino a sciogliere i granelli di zucchero, poi unite la farina, la vanillina e un pizzico di sale. Continuate a sbattere, così da ottenere un composto denso e omogeneo.
Versate il composto in una casseruola ed aggiungete il latte molto caldo e una scorza di limone; rimestate e mettete sul fuoco molto basso e cominciate subito a girare con un mestolo di legno, sempre nello stesso verso. Continuate a mescolare fino a che il composto comincia ad addensarsi;fatelo sobbollire un paio di minuti e toglietelo dal fuoco[...].
Mescolate mentre si intiepidisce, in modo che non si formi la pellicina; alla fine coprite il recipiente con della pellicola e lasciatela raffreddare.

Ora preparate la pasta frolla.
Fate la fontana con la farina e mettete alcentro tutti gli ingredienti: le uova lo zucchero, il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti, un cucchiaino raso di scorza di limone grattata e un pizzico di sale" - se siete pasticcioni come me vi consiglio invece di montare prima il burro con lo zucchero in una ciotola capiente, poi aggiungete le uova, la farina e il resto degli ingredienti.
"Lavorate velocemente (se si riscalda la pasta frolla "impazzisce") con le mani, in modo da ottenere un impasto elastico e compatto; fatene una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela raffreddare in frigorifero per almeno un'ora.
Passato questo tempo, dividete l'impasto in due parti, una più grande dell'altra, quindi stendetele con il mattarello aiutandovi con un po' di farina, in modo da avere un disco alto 3 mm, mentre l'altro (quello per la copertura) dovrà avere uno spessore di circa la metà."-Ecco è nella stesura della pasta frolla che forse possiamo considerare questa preparazione di una certa difficoltà, dato che dobbiamo stare attenti a non rompere il velo sottile di pasta, e di seguito ecco la differenza più grande che ho trovato rispetto a tutte le ricette che ho letto: il metodo di cottura differenziato.
"Stendete il disco più grande in uno stampo a cerniera di circa 23 cm di diametro imburrato e infarinato  (o con carta da forno), bucherellatelo con una forchetta e mettetelo in forno molto caldo (200°C), quindi cuocetelo per un quarto d'ora.
Togliete il disco dal forno e fatelo raffreddare, quindi versateci dentro la crema fredda ben mescolata, in modo da darle una forma a cupola.
Ricoprite il tutto con il secondo disco di pasta frolla e sigillatelo bene con le mani, così che la crema non esca; bucherellatelo e spennellatelo con un uovo sbattuto, quindi ricoprite la pasta con le mandorle tagliate a filetti..
Fate cuocere in forno caldissimo (240°C), dando calore solo dalla parte superiore, per circa un quarto d'ora. Quando latorta è pronta, toglietela dal forno, fatela raffreddare e cospargetela con lozucchero a velo. Si gusta a temperatura ambiente.
[...]Aggiungendo alla crema pasticcera 150 grammi di cioccolato fondente grattato, otterrete la torta del nonno"

La quantità di crema sembra superiore alla frolla, e sta proprio in questo la bontà di questo dolce

venerdì 28 ottobre 2011

Ogni post un MTC..e il "bongo" doppia copertura...e niente di più.

Niente di più. Non ce l'ho fatta a farne una versione "da MTC", come mi ero prefissata di fare, per la voglia, il tempo, il forno...o forse perchè la soddisfazione di assistere per la prima volta alla "magia" dei bignè è stata  così grande, che mi sono sentita appagata dalla "semplice" esecuzione della superba ricetta di Stefania. E questo non vuol dire che non mi sono impegnata, anzi...praticamente ho traslocato nel forno di mia suocera (a 35 km di distanza!!), nuovo fiammante, per essere certa della riuscita. Devo dire che seguendo le istruzioni di Stefania, poste in modo molto semplice e chiaro, è quasi sembrato una passeggiata, quindi avendo seguito passo passo la sua ricetta, vi rimando per gli ingredienti e l'esecuzione direttamente qui all'originale.
L'unica variazione, se così si può dire, è stata semplicemente l'inserimento della panna come copertura del bongo o profiterol (ma qua a Firenze lo chiamiamo bongo perfino nei menù dei ristoranti!), scelta causata più che altro da un motivo di gusto e gola, che di pura estetica (vedete le foto e seguire!), che mi ha riportato ad un ricordo di tanti anni fa, quando, durante una modestissima cena tra ragazzi in pizzeria, mangiai il "bongo" più buono che avessi mai assaggiato, semplicemente goloso: bignè farciti di crema chantilly, "murati" tra di loro con la panna, ricoperti ancora di panna e poi avvolti da un godurioso cioccolato fondente. Mai come in questo caso la golosità di un dolce, va di pari passo alla sua spiazzante banalità!
...Sono le 23.37, mancano solo 23 minuti alla scadenza dell'MTC di ottobre, devo stringere...ora lascio parlare le immagini....Buona notte e come sempre grazie!


Lo so..non se pò vedè....

...ma giuro che s'è fatto mangiare!

martedì 27 settembre 2011

Ritorno alla "bloggorealtà"...con MTC e lo sformatino di crema e frutta al moscato!

Ebbene sì....care Menuturistiche, vi dovete prendere anche questa responsabiltà, quella di avermi fatto tornare un po'di voglia di comunicare e creare per il mio abbandonato blogghettino...proprio un gocciolino però! Avevo bisogno, momentaneamente, di staccare con tutto: le foto dei miei piatti, la contestdipendenza, anche sbirciare nei vari blog amici...mi sono formattata...ecco...sempre rimanendo in termini informatici...e ora piano piano rifaccio capolino nella realtà semivirtuale della bloggosfera, con calma, serenamente...in punta di piedi ho ricominciato a curiosare tra le vostre ricette, qualcuna l'ho già messa da parte...poi si vedrà!
Ed ora eccomi qua, questa sarebbe stata la terza sfida MTC consecutiva che avrei saltato e no, non lo potevo permettere, il tema poi era abbastanza semplice, anche se con infinite potenziali complicazioni, come ho potuto constatare dalle "solite" proposte immensamente creative dei partecipanti, ma dove poteva trovare così tante declinazioni artistiche e di gusto, il dessert più semplice e sano della cucina italiana (o mondiale?), la macedonia di frutta, che ci ha proposto Fabiana, sottoforma di vero e proprio quadro, se non all'MTChallenge??!?
...Riprendo fiato e vi propongo subito la mia variante fruttosa, liberamente ispirata da un libro di ricette, e il risultato visivo non è assolutamente uguale all'originale, ma non avevo tempo di provare a rifarlo e non volevo certo rimandare la mia partecipazione, così...prendila così, non dobbiamo farne un drammaaaa....e vi beccate la mia macedonia, della serie "c'è, ma no si vede", che per me è già una vittoria, visto che mi sono sbloccata e ho ricominciato a scrivere...grazie MTC e Fabiana!
Sformatino di crema e frutta appassita nel Moscato di Pantelleria
Ingredienti per 4 persone
Per la pasta
3 uova
50 g di zucchero
80 g di farina
30 g di burro
1 bustina di vanillina
Per la crema
1,5 dl di latte
2 tuorli
100 g di zucchero
6 g di colla di pesce
1,5 dl di panna
1 baccello di vaniglia
1 dl di Moscato di Pantelleria (al posto del Rum originale)
800 g di frutta mista: lamponi del contadino, uva moscato, fichi e le ultime fragolone della stagione
Procedimento
Preparate la pasta. Imburrate la placca, foderatela con carta da forno e imburrate e infarinate anche la carta. Lavorate in una terrina i tuorli con 30 g di zucchero e la vanillina fino a ottenere un composto omogeneo.
Unite la farina rimasta, incorporatevi delicatamente gli albumi montati a neve con lo zucchero rimasto, stendete il composto sulla placca in uno strato uniforme. Fatelo cuocere nel forno già caldo a 180°C per 20 minuti, quindi toglietelo dal forno e fatelo raffreddare e ricavate 8 dischi con un taglia pasta del diametro di 10 cm (io l'ho fatti più piccoli, ed è effettivamente più difficile).
Preparate la crema. Lavate, mondate e sbucciate (se necessario) la frutta, riducendo quella più grande a dadini. Mettetela frutta in una terrina capiente, irroratela con il Moscato e lasciatela macerare per 20 minuti. Fate ammorbidire la gelatina in acqua fredda; portate a ebollizione in un tegamino il latte con il baccello di vaniglia.
Lavorate in una terrina i tuorli con lo zucchero, aggiungete poco alla volta il latte bollente, mescolando rapidamente, travasate il composto in una casseruola su fuoco bassissimo, portate ad ebollizione finchè la salsa velerà il cucchiaio. Togliete dal fuoco, aggiungete la gelatina strizzata, mescolate bene. Versate il composto in una ciotola, lasciatelo raffreddare e incorporatevi delicatamente la panna montata.
Adagiate sul fondo degli stampini i dischi di pasta e distribuitevi in uno strato uniforme la metà della frutta sgocciolata, copritela con uno strato di crema (che io non ho fatto rassodare e mi ha "inglobato" la povera frutta, mentre voi fatela solidificare un po') e mettete in frigo per 15 minuti. Toglietela dalfrigo, adagiate in uno stampino i dischi rimasti sulla crema, distribuitevi sopra la frutta rimasta, tenendone da parte un cucchiaio (ecco, io mi sono fermata qui, perchè gli stampini erano troppo piccoli), voi continuate e finite con uno strato della rimanente crema e lasciate in frigorifero per almeno 2 ore.
Al momento di servire, passate la lama di un coltellino intorno al bordo degli sformati, capovolgeteli su piatti individuali e distribuite al centro di ognuno la frutta tenuta da parte.
Il pasticcio di frutta, che si crede uno sformato....

giovedì 4 agosto 2011

Un non post e una locandina...

Non so da quanto tempo è che non scrivo più sul blog...anzi...si....lo so...basta guardare la data dell'ultimo post...3 luglio 2011...accipispolina...sarà stato lo "sforzo" per il contest, il caldo della bella stagione...sta di fatto che non ho sentito più quella voglia allegra e curiosa che ogni volta mi spingeva a scrivere o comunque a sbirciare sui vostri blog...e se una passione deve essere seguita controvoglia e con fatica...beh che divertimento è...Così eccomi qua dopo più di un mese che praticamente non accendo il pc...ad eccezione di qualche sporadica volta in cui scarico la mailbox strapiena e faccio qualche operazione di homebanking (che tristezza...).
Se, momentaneamente (spero) ho completamente lasciato "Mamma in pentola", la cucina non l'ho abbandonata del tutto, anche se più di rado, ma continuo a sperimentare, a inventare e a imparare (ho fatto anche un corso di cucina di base in un ristorante, di cui spero prima o poi potervi parlare...), naturalmente faccio anche molte meno foto, ma va bene così...mi assale un po' di sana pigrizia, che magari mi fa gustare con più calma e serenità i piatti che cucino con amore, per la gioia di mio marito, estenuato dal "teatrino" di posa fotografica che ogni volta si verificava prima di mettersi a cena.....Naturalmente i miei/vostri amati contest (ero davvero una contestdipendente) li ho abbandonati, ma spero davvero che dopo questa lunga e "purificatrice" pausa estiva, possa tornare ancora più appassionata di prima (sempre per buona pace di mio marito...hi hi hi).
Rileggendo ciò che ho scritto...il "non post" è diventato un post vero e proprio, ma lo concludo qua con le scuse ai miei "lettori", per aver interrotto per un po' la pubblicazione delle ricette e le scuse anche a coloro di cui sono lettrice....ma davvero ho bisogno di staccare da tutto ciò che è virtuale per un po'....e a proposito di "staccare dal virtuale", per chi invece avrebbe piacere di incontrarsi "dal vivo", per gli amici blogger e non, pubblico qua sotto la locandina del "famoso" pranzo rinviato al 18 settembre...a base di basilico! A questo punto avete almeno due buoni motivi per venire, il primo è quello di conoscerci dal vivo passando una giornata in compagnia, il secondo è quello di avere un'occasione per "bacchettarmi", per aver abbandonato la bloggosfera....Vabbè...a parte gli scherzi...vi auguro davvero di passare delle bellissime vacanze con o senza portatile!
Un abbraccio
Claudia
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