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giovedì 3 novembre 2011

La vera torta della nonna....

...o almeno come quella che ho sempre visto e mangiato qua a Firenze!
Dedico e regalo questo dolce al bellissimo e impegnativo progetto benefico di Meris, che servirà ad aiutare la Fondazione S.Lucia. Ecco il banner per diffondere l'iniziativa.
Questa torta, contrariamente al nome, è una di quelle che le mie nonne non mi hanno mai cucinato, ma che ho sempre comprato in pasticceria o ordinato al ristorante; ha fatto sempre parte del mio "bagaglio mangereccio" dell'infanzia (tra l'altro una delle mie preferite, insieme al millefoglie e il bongo) e non mi ero mai posta la questione delle sue origini...lo vedevo un po' come un dolce universale, trasversalmente nazionale e invece....sfogliando il mio prezioso "Libro della vera cucina fiorentina" di Paolo Petroni, mi trovo davanti alla ricetta di questa torta, con mia grande sorpresa inizio a leggerla, magari ha lo stesso nome, ma è tutt'altra cosa...e invece no...proprio no, l'unico ingrediente "intruso" sono le mandorle al posto dei pinoli, ma il risultato è proprio la torta della nonna che conosco io!
Incuriosita da questa cosa inizio a googlare "ricetta torta della nonna" e mi trovo davanti a varie versioni a seconda del tipo di pastafrolla e di crema, ma il succo rimane lo stesso, la frolla deve avere un giusto equilibrio di friabilità....solo la forma non mi convince, perchè vedo foto di torte perfette nel loro stampo da crostata, oppure torte altre con un bordo di 3 cm, alcune con la frolla un po' troppo spessa, ma io così non le ho mai viste...nemmeno nelle più prestigiose pasticcerie di Firenze. Poi mi nasce il dubbio sulla sua origine, perchè per molti è un dolce ligure che è diffuso anche in Toscana, per altri proviene dalla Romagna; forse un fondo di verità c'è, visto che sono tre regioni confinanti...chissà..sta di fatto però che nel mio "girovagar per web", ho trovato la sua definizione, addirittura su Wikipedia: "La torta della nonna è un dolce che nel corso degli anni è diventato parte integrante della cucina tipica fiorentina. Venne creato per scommessa da Guido Samorini grande cuoco scomparso qualche anno fa. Alla creazione gestiva un ristorante oggi scomparso che portava l'omonimo nome del luogo e del mercato stabile rionale fiorentino: San Lorenzo. Alcuni clienti stanchi dei pochi dolci che la cucina tipica offriva gli chiesero una sorpresa per la settimana successiva quando si sarebbero presentati per la novità. Il Samorini gli presentò quel piatto che fece tanto piacere nel gusto e nella novità.
La ricetta, pur essendo molto diffusa nelle repliche è stata passata in segreto ad una sua allieva e vanta tantissime imitazioni e personalizzazioni."
Di seguito una foto del Samorini che ho tratto dal sito di uno storico ristorante Casprini da Omero al Passo dei Pecorai, gestito dalla famiglia casprini dal 1913, passando per 5 generazioni, nelle colline del Chianti vicine a Firenze, una buonissima (giuro non è una marchetta, è una libera citazione) trattoria tipica fiorentina, che già conoscevo, ma non così bene...infatti guardate cosa ho scoperto: "Tra i cuochi che qua hanno lavorato e che hanno tramandato i loro segreti, c’è Guido Samorini, l’inventore della torta della nonna. Mamma Anna, ha avuto il privilegio di essere la sua allieva preferita". Mi sa che ci farò un salto molto presto, chissà che non riesca a carpire la ricetta "segreta" della torta della nonna...male male, mi consolerò comunque ordinandola!
Guido Samorini - Foto originale tratta da qui
Foto storica originale tratta da qui
 E ora dopo questa pseudoricercastorica sulle origini della torta eccovi finalmente la ricetta nella versione di Paolo Petri, che non so quanto si possa avvicinare all'originale, ma avuto un successone in famiglia. Ve la trascrivo pari pari con i soliti miei eventuali comment in corsivo.
Torta della nonna da Il libro della vera cucina fiorentina di P.Petri

Ingredienti per 8 persone
Per la crema pasticcera:
1/2 litro di latte
3 tuorli d'uovo
120 g di zucchero
50 g di farina 00
1 bustina di vanillina
scorza di limone
Per la pasta frolla:
350 g di farina 00
150 g di burro
130 g di zucchero
1 uovo+2 tuorli
1 limone
sale
Per la guarnizione
1 uovo
70 g di mandorle pelate o pinoli
zucchero a velo
"Per prima cosa preparate la crema pasticcera.
In una zuppiera mettete le uova e lo zucchero, quindi mescolate bene (meglio con uno sbattitore elettrico) fino a sciogliere i granelli di zucchero, poi unite la farina, la vanillina e un pizzico di sale. Continuate a sbattere, così da ottenere un composto denso e omogeneo.
Versate il composto in una casseruola ed aggiungete il latte molto caldo e una scorza di limone; rimestate e mettete sul fuoco molto basso e cominciate subito a girare con un mestolo di legno, sempre nello stesso verso. Continuate a mescolare fino a che il composto comincia ad addensarsi;fatelo sobbollire un paio di minuti e toglietelo dal fuoco[...].
Mescolate mentre si intiepidisce, in modo che non si formi la pellicina; alla fine coprite il recipiente con della pellicola e lasciatela raffreddare.

Ora preparate la pasta frolla.
Fate la fontana con la farina e mettete alcentro tutti gli ingredienti: le uova lo zucchero, il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti, un cucchiaino raso di scorza di limone grattata e un pizzico di sale" - se siete pasticcioni come me vi consiglio invece di montare prima il burro con lo zucchero in una ciotola capiente, poi aggiungete le uova, la farina e il resto degli ingredienti.
"Lavorate velocemente (se si riscalda la pasta frolla "impazzisce") con le mani, in modo da ottenere un impasto elastico e compatto; fatene una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela raffreddare in frigorifero per almeno un'ora.
Passato questo tempo, dividete l'impasto in due parti, una più grande dell'altra, quindi stendetele con il mattarello aiutandovi con un po' di farina, in modo da avere un disco alto 3 mm, mentre l'altro (quello per la copertura) dovrà avere uno spessore di circa la metà."-Ecco è nella stesura della pasta frolla che forse possiamo considerare questa preparazione di una certa difficoltà, dato che dobbiamo stare attenti a non rompere il velo sottile di pasta, e di seguito ecco la differenza più grande che ho trovato rispetto a tutte le ricette che ho letto: il metodo di cottura differenziato.
"Stendete il disco più grande in uno stampo a cerniera di circa 23 cm di diametro imburrato e infarinato  (o con carta da forno), bucherellatelo con una forchetta e mettetelo in forno molto caldo (200°C), quindi cuocetelo per un quarto d'ora.
Togliete il disco dal forno e fatelo raffreddare, quindi versateci dentro la crema fredda ben mescolata, in modo da darle una forma a cupola.
Ricoprite il tutto con il secondo disco di pasta frolla e sigillatelo bene con le mani, così che la crema non esca; bucherellatelo e spennellatelo con un uovo sbattuto, quindi ricoprite la pasta con le mandorle tagliate a filetti..
Fate cuocere in forno caldissimo (240°C), dando calore solo dalla parte superiore, per circa un quarto d'ora. Quando latorta è pronta, toglietela dal forno, fatela raffreddare e cospargetela con lozucchero a velo. Si gusta a temperatura ambiente.
[...]Aggiungendo alla crema pasticcera 150 grammi di cioccolato fondente grattato, otterrete la torta del nonno"

La quantità di crema sembra superiore alla frolla, e sta proprio in questo la bontà di questo dolce

sabato 21 maggio 2011

Un primo in 20 minuti!

Post veloce e telegrafico per un piatto veloce e gustoso!
(Wow...forse rientro nel record di post più breve della storia dei foodblogger!)

Tagliolini freschi all'uovo, perini e pancetta
Ingredienti (molto a occhio) per 2 persone:
Tagliolini freschi all'uovo per quanta fame avete!
6/7 pomodori perini maturi
pancetta a cubetti affumicata
olive taggiasche
basilico
ricotta salata
olio e.v.o.
sale e pepe q.b.

Preparazione
Lavate i pomodorini, incideteli a croce in un'estremità (2 minuti).
Mentre rosolate belli croccanti i cubetti di pancetta in una padella antiaderente con poco olio, sbollentate i pomodori per qualche minuto, metteteli in acqua fredda, spellateli e divideteli a tocchetti (8 minuti)
Aggiungete i pezzettini di pomodoro alla pancetta, unite le olive e i tagliolini freschi, coprite con acqua, salate e pepate e fate cuocere la pasta, finchè non si asciuga (non completamente!) il sughetto (ci vorranno 5/6 minuti). Impiattate e rifinite con ricotta romana grattugiata grossa e un ciuffo di basilico!
Vi restano circa 2 minuti per divorare questo semplice, ma gustoso primo piatto!
Non so se avete notato come ho specificato i tempi di cottura, questo per partecipare al contest di Mamma Papera In 20 minuti o meno: ricette speed per gente MOLTO occupata 
Un buon fine settimana a tutti!
Smack
Claudia

domenica 15 maggio 2011

Timballo di verdure grigliate

Un piatto relativamente veloce, sano e completo e anche comodo da preparare il giorno prima per poi cuocerlo solo prima di mangiarlo (ricordo che sono ancora nella fase dei post telegrafici per mancanza di tempo). Un'ultima cosa, questo non è un piatto per chi ama le verdure "mascherate" da altri sapori, qui si sente la freschezza del sapore delle verdure cotte al forno, esaltato dall'aroma del basilico...a proposito vi ricordo il mio contest Fantasie con il basilico.
Prima di infornare...
...e dopo.

Ingredienti (molto a occhio, in quanto piatto creato sul momento):
Verdure di stagione a piacere, io ho usato:
1 peperone
2 zucchine del nonno Beniamino
1 melanzana
3 pomodori ramati maturi
2 uova
pangrattato grossolano
20/30 foglie di basilico
parmigiano reggiano grattugiato
olio
sale integrale

Preparazione
Dopo aver pulito le verdure, affettare a rondelle le zucchine, a fette tonde le melanzane e a filetti i peperoni, togliendo i semi e i filamenti interni. Grigliare le verdure sulla piastra o in forno, salandole leggermente. Incidere i pomodori con una croce su un'estremità e sbollentarli per 2/3 minuti, poi immergerli subito in acqua fredda, sbucciarli e dividerli a dadini.
Nel frattempo sbattere le uova con il basilico tritato, la mollica di pane raffermo, il parmigiano, i dadini di pomodoro e il sale.
Ungere una pirofila o dei pirottini monoporzione ed iniziare a disporre le verdure: fare uno strato di melanzane, ricoprire con il composto di uova e pangrattato, proseguire con le zucchine, ancora il composto, finire con i pezzetti di peperone e ricoprire con l'ultimo strato di uova e pangrattato. A questo punto potete riporre la pirofila in frigo, coprendola con la pellicola, se vi serve per il giorno dopo, sennò spolverate ancora con la mollica di pane rafferma e il parmigiano e infornate per 15 minuti circa, facendo un grill finale di qualche minuto.
In versione monoporzione...per ospiti a cena!
Con questa ricetta parteciperei al contest de Le ricette dell'amore vero!

martedì 10 maggio 2011

Il Tegolino Mamma in pentola-made!

Quando mi sono messa a pensare di riprodurre qualcosa per l'originale contest Home made is better delle tre blogger Alessandra, Gaietta e Flavia in collaborazione con la Kit-Zen, mi sono subito venute in mente le mitiche merendine che mangiavo a colazione quando ero piciulina: le Camille, le Girelle, i Buondì, i Saccottini e i mitici Tegolini del Mulino Bianco....e non so perchè, ma mi sono soffermata su questi ultimi..anzi forse perchè ho pensato che sono i più coreografici, ma anche i più semplici da realizzare e poi perchè non ne avevo mai visti in giro "fatti in casa". Così mi sono subito creata la ricetta in testa con del semplice pan di spagna e della crema di cioccolato...più semplice di così! Poi spinta dalla curiosità ho "googlato" tegolino e......mi si sono aperti 100000000 di risultati....ma quante versioni del tegolino....e io che pensavo di avere avuto un'ideona!!! Non mi sono persa d'animo però, perchè in fondo tutte le ricette erano diverse tra loro e soprattutto dalla mia...soprattutto la tecnica di "ritaglio" e di strati per ricavare queste merendine ormai leggendarie!
Ecco la mia versione semplice (l'unica nota "stonata" è il cioccolato fondente, invece di quello al latte dell'originale), per il pandispagna ringrazio il mio amico Boccio, che nel frattempo (15 anni?!!!) è diventato ing.Bocciolini (chissà se lo fai sempre il tuo mitico rotolo alla panna e cioccolato)!!!!!
Ingredienti per il pandispagna
4 uova
100g zucchero
100g farina
Per la farcitura e la decorazione
200 g di cioccolato fondente
100 ml di panna fresca

Preparazione
Mescolare i tuorli con lo zucchero ( un tuorlo alla volta con un cucchiaio di zucchero ). Aggiungere quindi la farina ( un cucchiaio alla volta ) e continuare a girare. Si formerà un composto denso, cremoso, difficile da girare. Aggiungervi con delicatezza gli albumi montati a neve, la pasta dovrà risultare soffice e spumosa.
sistemare su una teglia rettangolare di 25cm x 40cm la carta da forno imburrata e versarvi l'impasto. Cuocere 10 minuti a 200° ( non deve dorare ). Tolto il Pan di Spagna dal forno farlo raffreddare.
Nel frattempo mettete a sciogliere a bagnomaria 100 g di cioccolato, quando è quasi fuso, aggiungete la panna liquida e mescolare bene.
Prendere il rettangolo di pasta ormai raffreddato e dividerlo in strisce, la larghezza delle quali, sarà quella del vostro tegolino; dovrete formare almeno quattro strisce e farcirne tre con il composto di cioccolato e panna; con quello che vi avanza farete la stessa operazione per formare altri tegolini. Sovrapponete ora i quattro strati di pandispagna e avvolgete il rettangolone così ottenuto nella pellicola e fatelo riposare un'oretta in frigo (se volete lo potete dividere in due o tre pezzi per farlo entrare meglio nel freezer e diminuire il tempo di attesa a 20 minuti circa).

Nel frattempo fondete il cioccolato rimanente per la base dei tegolini e i "fili" decorativi, sempre a bagnomaria, ma senza panna, perchè questo si deve solidificare.
Tirate fuori il pandispagna farcito e ricavatene delle fette spesse circa 3/4 cm, verranno dei trancetti con 3 strati di cioccolato; ora non vi resta che immergere un lato nel cioccolato fuso e capovolgerli su un tagliere per farli solidificare. Trascorso questo tempo, rigirate gli pseudo-tegolini e decorate col cioccolato rimasto facendo delle onde cioccolatose sulla superficie.
Spero di essere stata chiara...è più semplice a farlo che a dirlo!
Spero che le foto vi siano un minimo d'aiuto.


sabato 7 maggio 2011

Biscotti di polenta con marmellata di limoni

Pensando e ripensando a cosa fare con la farina di mais, per il contest della Massaia canterina "Mai dire mais" ecco che cercando qua e là ho avuto l'illuminazione quando sfogliando "Regali golosi" di Sigrid Verbert, mi sono soffermata sui biscotti con limone e polenta, che prevedono però il limone semplicemente come scorza grattugiata nell'impasto e non come farcitura, così mi sono ispirata alla ricetta di base, ho omesso la buccia di limone e ho farcito i biscotti con una meravigliosa marmellata di limoni fatta in casa, donatomi dal papà (babbo no via...non essendo toscano) di Silvia, una mia collega: non avevo mai assaggiato una marmellata di limoni e questa che ha fatto Serafino (siciliano naturalmente) è strepitosa, non è dolce, ma non è neanche amara, è un equilibrio perfetto tra i due gusti, e per questo si sposa perfettamente con l'impasto burroso e granuloso dei biscotti di Sigrid. Provare per credere!
L'unico (mio) inconveniente è il mio forno antidiluviano con temperatura da 1 a 10, che ho imparato abbastanza a gestire...a parte per i biscotti, infatti ancora non riesco a regolare la temperatura perfettamente e alla fine mi escono sempre vari "morti e feriti", come questa volta, che hanno rischiato la carbonizzazione, e sono riuscita a salvarne solo alcuni...più o meno!
Ingredienti
300 g di farina
200 g di burro
150 g di farina di mais (io ho usato proprio la polenta tipo fioretto)
150 g di zucchero
4 tuorli
(la buccia grattugiata di due limoni, se non li farcite con la marmellata)
una presa di sale
marmellata di limoni


Preparazione
Con la frusta, sbattere lo zucchero, il burro morbido (e la buccia di limone) fino ad ottenere una crema di colore chiaro. Incorporare i tuorli, uno per volta, e aggiungere infine le farine e il sale, mescolare il tutto, impastare velocemente (in questa fase delle ricette....mi prende sempre l'ansia..quando ti scrivono...impastare velocemente...maremmaaaa....), formare una palla, avvolgerla con della pellicola e tenerla al fresco per 30 minuti (durante i quali si può scaricare l'ansia precedente). Stendere l'impasto a 3 mm e ritagliare i biscotti. Ritagliare una stellina (o un cuoricino, un cerchietto, una paperina...quello che volete!) all'interno di metà biscotti. Cuocere a 200°C per una decina di minuti o finchè i biscotti iniziano a dorare. Lasciar raffreddare e farcire con la marmellata.
Non so se si era capito, ma partecipo al contest della Massaia canterina.

giovedì 5 maggio 2011

Involtini alla Norma

Buongiorno! Eccomi con un altro post telegrafico, ma denso di...sapore.
Finalmente sono riuscita a fare questo piatto, che fin'ora ho avuto la fortuna di mangiarlo già cucinato dalla "zia Maria" de La Taverna della Rocca, con l'inizio della bella stagione, infatti, non mancava mai questa deliziosa preparazione ed ora sono riuscita a "rubare" la ricetta: è un po' elaborata per la frittura delle melanzane (lo so non è un piatto per la prova costume, le potete grigliare....ma...non sono la stessa cosa), ma vi assicuro che il risultato finale vi compenserà della fatica...e poi non ne dovete mica fare una vagonata!!!!
Ingredienti per circa 16 involtini
4 melanzane
200 g di spaghetti
1 brick di panna da cucina
200 g di passato di pomodoro
200 g di prosciutto cotto
80 g di peposo (tipo pecorino con pepe in  grani)
80 g di ricotta salata
40 g di pecorino da grattare (non romano, che è troppo forte)
olio

Preparazione
Tagliare le melanzane per lungo e friggerle in abbondante olio d'oliva. Lessare gli spaghetti e farli raffreddare, poi condirli con metà del pomodoro, metà panna, prosciutto cotto tagliato a listarelle, peposo ridotto a dadini e il pecorino grattugiato. Amalgamare bene il tutto. Poi prendere una forchettata di spaghetti e distribuirli lungo la fetta di melanzana e formare l'involtino; ripetere l'operazione fino ad esaurimento delle melanzane. Distribuire sul fondo di una pirofila un po' di salsa di pomodoro e disporvi gli involtini, ricoprirli con il composto di panna e pomodoro rimasto (un cucchiaio per involtino) e passare in forno a 200°C per 10 minuti. Impiattare nei piatti singoli, ricoprirecon un'abbondante grattugiata di ricotta salata e basilico a pezzetti.

Con questi involtini partecipo al contest di Zampette in pasta Finalmente è primavera!

e a quello di Gustoshop

mercoledì 4 maggio 2011

W la pappa pappa col popopopopopopomodoro!

"Anche nelle storie delle nazioni ci sono popoli che ogni tanto si stancano d'aver sempre minestra di riso, e allora avvengono le congiure, i complotti, e saltan fuori i Michelozzi e gli Stoppani che affrontano i pericoli finchè, per la loro abnegazione, non si passa alla pappa al pomodoro..."
Si! Anche io mi sono stancata di mangiare sempre la stessa "minestra di riso" (da 17 anni?!), e anche io come Giamburrasca faccio la mia piccola rivoluzione: il 12 giugno vado a VOTARE SI al referendum e poi, se è tempo bello vado al mare....tiè!
Con questo post diffondo e partecipo all'iniziativa di un gruppo di foodblogger intelligenti e creative (Sara, Benedetta, Martina e Serena)., che la pensano come me (e spero come la maggior parte di voi), riguardo al nucleare, allla privatizzazione dell'acqua e alla legge salva-Silvio.
Trascrivo qua sotto, direttamente da qui, alcune semplici e interessanti domande a cui ha risposto il prof. Santi.

Il nucleare produce pochi gas serra!

FALSO: Bisogna considerare tutte le fasi necessarie a far funzionare  una centrale, come ad esempio la sua costruzione, l'estrazione la  purificazione e l'arricchimento dell'uranio ed anche le fasi della sua  dismissione: messa in sicurezza delle scorie e smantellamento. Sono  questi processi che richiedono una enorme quantità di energia, quasi  tutta ricavata dalle fonti fossili. Se valutiamo quindi tutto il ciclo  di vita di una centrale la produzione di energia elettrica con il  nucleare produce una quantità di gas serra di poco inferiore alle  fonti fossili ma decisamente superiore a solare ed eolico.

Il nucleare ridurrà i costi dell'energia elettrica!

FALSO: La costruzione di una centrale nucleare è un processo  lunghissimo, dura circa dieci anni e richiede un investimento iniziale  enorme (10,8 miliardi di dollari per 1000 MW in Canada) che deve  essere ammortizzato per periodi lunghissimi (40-50 anni) al fine di  garantire in proficuo ritorno all'investitore. A questo va aggiunto  che il costo dell'Uranio sta crescendo e continuerà a crescere perché, esattamente come avviene per il petrolio, diventerà sempre più difficile prelevarlo dalla terra e purificarlo. Un recente studio 
Svizzero mette in evidenza che se la Svizzera  deciderà di continuare a produrre energia elettrica attraverso il nucleare andrà inevitabilmente incontro ad un aumento del costo dell'energia e quindi un aumento della bolletta a carico dei cittadini.

Esistono tecnologie in grado di superare il problema delle scorie!

FALSO: I reattori che possono essere progettati e costruiti oggi, ed  in particolare quelli che l'Italia intende commissionare alla francese  AREVA producono scorie altamente radioattive e che rimangono tali per  decine o centinaia di migliaia di anni. Il problema delle scorie a  livello planetario ha oramai raggiunto livelli preoccupanti, basti  pensare che neppure negli USA  finora è stata trovata una soluzione  migliore rispetto al dal nascondere in grotte scavate nelle montagne  desertiche del Nevada. Il problema della pericolosità delle scorie  condiziona anche il processo di dismissione di una centrale a fine  ciclo, una  operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che in  genere si preferisce rimandare (in Gran Bretagna, lo smantellamento di  alcune centrali è stato rimandato di 100 anni), in attesa che la  radioattività diminuisca e nella speranza che gli sviluppi della  tecnologia rendano più facili le operazioni. Scorie e smantellamento  rappresentano la scomoda eredità che lasceremo sulle spalle delle  nuove generazioni.

Lo sviluppo dell'energia nucleare garantirà l'indipendenza energetica del nostro Paese!

FALSO: L'Italia non ha uranio, esattamente come non possiede il  petrolio. Quindi, se il settore elettrico decidesse di liberarsi dalla  dipendenza dei combustibili fossili utilizzando energia nucleare,  ntrerebbe in un?altra dipendenza, quella dall?uranio, anch?esso da  importare e anch?esso in via di esaurimento. In aggiunta a questo l'Italia  non ha neppure la filiera che porta  dall?uranio grezzo estratto dalle miniere all?uranio arricchito utilizzato nei reattori. Per il combustibile dipenderemo  totalmente da paesi stranieri, come ad esempio la Francia. La Francia però, a sua volta, non ha uranio e  per far funzionare i suoi reattori ne importa il 30% da una nazione politicamente instabile come il Niger.

L'energia nucleare è in forte espansione in tutto il mondo!

FALSO:   Da  vent'anni il numero delle centrali nel mondo è di circa  440 e nei prossimi anni (anche prima del disastro di Fukushima) si prevede che il numero di quelle che verranno spente sarà superiore al  numero di quelle che entreranno in funzione. In Europa nel 1995 il contributo del nucleare era circa il 24% della potenza installata, nel 2008 appena il 16%. Nel mondo in  due anni (2006-2009) l'energia elettrica prodotta col nucleare è diminuita di 60 Twh. Nel 2009 è stata annunciata una controtendenza soprattutto sulla spinta dei paesi emergenti Cina ed India, una controtendenza che ad oggi rimane ancora tutta nella teoria. In Europa l'unico nuovo reattore  in costruzione in Finlandia nel sito di Olkiluoto ha visto, ad oggi, più che  raddoppiati i tempi previsti per la consegna  così come i costi di messa in opera.

Le centrali di quarta generazione sono quasi una realtà!

POCO CREDIBILE: Se cosi fosse perché affrettarsi oggi a costruire una centrale di III generazione che rimarrà in funzione per i prossimi 50-60 anni?

Un disastro nucleare legato ad una centrale nucleare è un evento molto improbabile!

VERO MA: Fukushima ci insegna che anche quello che possiamo considerare oggi estremamente improbabile non può essere considerato impossibile. Il nucleare senza rischi non esiste.

E ora la ricetta, che avrete visto e rivisto sul web, riviste, libri, ecc...ma ci sono così tante versioni..."forse tante quante le trattorie e le famiglie che lo fanno"...questo piatto; ecco la mia versione garantita dal"guru" della gastronomia fiorentina!
Pappa al pomodoro 
tratta da "Il libro della vera cucina fiorentina" di P.Petroni
Ingredienti
Pane raffermo di qualche giorno (meglio tipo toscano)
400 g di pomodori (nello spirito della ricetta, ho usato la conserva a pezzettoni dell'orto dei miei suoceri)
2 spicchi d'aglio
basilico
1 l circa di brodo vegetale
olio extravergine d'oliva (sempre quello di mio suocero...ho solo quello...:-))
sale e pepe

Preparazione
In una pentola rosolate, in 6 cucchiai d'olio, gli agli schiacciati; appena prendono colore, unite i pomodori tagliuzzati e abbondante basilico tritato, salate, pepate e fate cuocere circa 10 minuti.
Versate il brodo bollente e, quando spica il bollore, unite il pane tagliato a fettine sottili; fate cuocere altri 5 minuti, girando spesso, poi spegnete il fuoco.
Ogni tanto rigirate e, passata un'oretta, rimestate bene per sfare completamente il pane.
Riscaldatela per un attimo e servitela calda (mai bollente) o tiepida, con un filo d'olio a crudo; se piace, cospargete con un po' di pepe macinato fresco. Non usate assolutamente il formaggio (non sono io a dirlo..è sempre Petroni che parla).
Ed ora regalo questa "pappa" al contest di Stefania "Il contest a colori"
...e consegno ufficialmente questo piatto classico e immancabile della cucina tradizionale fiorentina alla supermegaraccolta di Meris, che trale altre cose,è anche un'iniziativa benefica, quindi...partecipateeeee!

lunedì 2 maggio 2011

Orata al forno con erbe profumate!

Dimenticanza graverrima, recupero subito aggiornando il post!
Con questo post vi dico che andrò a votare e voterò si al referendum del 12 e 13 giugno e quindi partecipo alla raccolta "foodblogger per il sì". della mitica Banda dei broccoli!

A volte ritornano....cioè, a volte....proprio raramente di questi tempi, riesco a trovare il coraggio di accendere il pc e vedermela con il mio blog...che frustrazone! Ho appena guardato l'archivio delle mie foto-ricette, l'ultima risale al pleistocene (si dirà cosi?), ho un milione di piatti ancora da postare e di alcuni, non mi ricordo neanche la ricetta...sono in arretratissimo! Senza contare tutti i contest della colonna di destra a cui mi ero riproposta di partecipare e che parecchi sono...già scaduti...che frustrazione! Senza contare che non riesco naturalmente neanche a passare da tutti i vostri blog, neanche per farvi sapere che sono viva...che frustrazione!
Senza contare che devo seguire anche il contest sul basilico...a proposito...partecipate bimbe/i, che ci aspetta il pranzo finale tutti insieme con le ricette vincitrici!

....mi sto dilungando troppo! Mi ero ripromessa che da oggi fino a data da definire i miei post saranno "telegrammatici": ricetta e STOP!
Vado.

Ingredienti per 2 persone
4 filetti di orata (o altro pesce) già puliti
1 bicchiere di vino bianco secco
cerfoglio
basilico
pangrattato
sale
pepe bianco
olio e.v.o.

Preparazione
Preriscaldate il forno a 180°C. Nel frattempo, tritate finemente abbondante cerfoglio e basilico, insaporite con un pizzico di sale e di pepe. Unite le erbe al pangrattato,che non deve essere finissimo (io avevo quello grattato nel mixer del pane raffermo di qualche giorno). Vi dovrebbero bastare 5 minuti (per Ale Mamma Papera)
Disponete i fileti di pesce in una pirofila, insaporiteli con dei giri d'olio, cospargeteli con le briciole di pane alle erbe, spruzzate col vino.
Mettete in forno e cuocete per circa 15 minuti.


Tutto qui.
Data la semplicità e soprattutto la velocità del piatto (5 di preparazione+15 di cottura=20 minuti), partecipo al contest di Ale In 20 minuti o meno.

E naturalmente con questo pesciolino profumato partecipo anche al contest di Pippi Cucinando con...le erbe aromatiche

venerdì 22 aprile 2011

Brioscine pasquali

Con queste morbidi panini colgo l'occasione per augurare una "dolcissima" Pasqua a tutte/i voi che mi leggete!!!!
Sono delle brioscine alla cannella, allo zenzero, alla confettura di frutti di bosco e marmellata di pere e cioccolato, buonissime da inzuppare nel caffelatte la mattina, magari a colazione la domenica di Pasqua!

Ingredienti
1 kg di farina 00
5 dl di latte intero
50 g di lievito di birra
100 g di zucchero semolato extrafine
50 g di burro a dadini
15 g di sale
3 uova
100 g di zucchero semolato
cannella in polvere
zenzero in polvere
confettura di frutti di bosco
marmellata di pere e cioccolato

Preparazione
Io non ho la planetaria, ho solo il mixer....e ho fatto così: ho messo la farina nel mixer, con le lame quelle da impasto, il latte con diluito il lievito, lo zucchero e il burro; ho azionato il robot per qualche secondo, poi ho aggiunto due
uova e ho continuato a mescolare col mixer. Quando il composto si è abbastanza amalgamato, l'ho tirato fuori e ho finito d'impastarlo a mano. In questo modo evito fughe di latte e uova dalla fontana di farina e faccio molto prima (se poi avete la planetaria...beh...è una passeggiata!). Lasciate lievitare per circa un'ora, coperto con un canovaccio umido. Poi trasferite l'impasto su un piano di lavoro e iniziate a formare le varie brioscine, per quelle alla cannella e allo zenzero fate così: ricavate una striscia di pasta, stendetela e al centro metteteci la cannella con lo zucchero, richiudete a rotolino, dividete a metà e intrecciate i due lembi, poi formate una specie di coroncina; ripetete l'operazione con lo zenzero e lo zucchero. Per quelle farcite con la confettura di frutti di bosco e marmellata di pere e cioccolato, invece ho fatto delle semplici palline, le ho stese, ho messo un cucchiaino (anche due!) di ripieno e ho richiuso dandogli la forma di un panino tondo.
Una volta dato forma, si fanno lievitare per altri 10 minuti, poi spennellate con l'uovo sbattuto e cuocete a 180°C per 20 minuti circa.
Con questo post partecipo al contest di Ambra Mise en Place.
Fino all'ultimo non sapevo se partecipare, perchè non ho "serviti buoni", ma poi sono stata ispirata dalla primavera e dalla Pasqua, e ho trovato questa soluzione semplice, economica e molto colorata (come sono io e la mia casa!) e ho deciso di proporre umilmente la mia "mise en place"! Comunque mi sono divertita molto a rovistare per casa e cercare oggetti che mi ricordassero il tema fresco e colorato della primavera!

E partecipo anche al contest Zenzeriamo?di Federica.

martedì 12 aprile 2011

Non sono sparita....

....sono solo entrata in una settimana di fuoco con, nell'ordine, turni di mattina prima dell'alba, ingegnere in trasferta sperduto in un paesino (fra i monti) in Basilicata (una centrale del gas e un albergo), raffreddore crudele che mi lascia in apnea le poche ore che potrei dormire la notte, con annessa tosse violenta e poi sempre la mia dolcissima mimma, che avendola trasferita a dormire dalla nonna, fortunatamente, nel pomeriggio, come una zombie sotto un sole meraviglioso, mi trascino con lei ai giardini...infatti ora la sto aspettando!
Non sono sparita dunque, sono solo un po' in stand by...appaio giusto per scaricare la posta e controllare qualche nuova vostra ricetta per il contest!
Anche in cucina "produco" meno, pranzando a lavoro e cenando, sempre fortunatamente, dalla nonna Carla!
Domenica però ho fatto una torta salata deliziosa che ho trovato sulla rivista Alice Cucina di aprile, che trovo adattissima da mettere nel cestino di Assaggi di viaggio, dato che l'ho trovata deliziosa mangiata tiepida o a temperatura ambiente (quindi sempre tiepida, almeno qua a Firenze!), la ripropongo con alcune varianti in corsivo, dovute, come sempre, a quello che avevo in frigo!!

Torta rovesciata ai pomodori caramellati  
(il nome l'ho cambiato io!)
Ingredienti
1 rotolo di pasta sfoglia
1 kg di pomodori ramati
4 scalogni
un po' di pecorino romano grattugiato
un po' di parmigiano grattugiato
una fetta di asiago fatta a dadini
40 g di zucchero
burro
sale e pepe

Preparazione
Imburrate una teglia di circa 24 cm di diametro e cospargetela con lo zucchero. Adagiateci i pomodori tagliati a metà (io a fette spesse), unite lo scalogno tritato grossolanamente, dei fiocchetti di burro e il sale.
Fate cuocere in forno a 190°C per 30 minuti o fino a quando lo zucchero non si sarà caramellato.

Toglete dal forno, aggiungete il pecorino (tutti i formaggi), e coprite con la pasta sfoglia. Rimettete in forno a 200°C per circa 15 minuti, sfornate e rovesciate subito. (A questo punto la ricetta originale parla di una "misteriosa" salsa allo yogurt, che non so da dove sia uscita...) Servite la torta tiepida con salsa allo yogurt.


p.s.
Non gli prende neanche il suo cellulare, mi chiama la sera da quello di lavoro...

sabato 2 aprile 2011

Indolciti

Per Meris e il suo grande progetto benefico
Da "Il libro della vera cucina fiorentina" di Paolo Petroni, ed.Giunti:
[...]I fiorentini del Trecento, secondo quanto ci tramanda nelle sue novelle Franco Sacchetti, andavano in estasi per "l'oca ripiena d'agli", per il "ventre di vitella", per le starne lesse e per le sardelle in umido.[...]Piatti più ricercati erano il "solcio" (gelatina o galantina) di carni tritate fra cui la testa di porco, le lingue rivestite, la gelatina, il coniglio in crosta e il cappone servito con le carote indolcite.[...]

Questo piatto della cucina antica di Firenze (appunto già nel Trecento, le prime tracce), gli indolciti, io non lo conoscevo proprio, ma quando ho letto la ricetta nel libro sopra citato, nella sezione antipasti, ecco che mi è venuta subito in mente la banale e industriale "giardiniera", che sempre ha accompagnato i lessi in famiglia la domenica e qualche antipasto toscano al ristorante. Ma questa versione casalinga, vi assicuro non ha niente a che vedere con la "giardiniera" che si trova al super, a parte gli ingredienti più sani e sicuri, anche il gusto guadagna in bontà e dolcezza, lasciando quell'acre e acidulo dei barattoli confezionati, e data l'estrema semplicità della preparazione, vi consiglio, a chi ancora non li conosce, di provare al più presto la dolcezza agra di queste verdurine, che saranno un estivo antipasto o come accompagnamento ai vostri bolliti d'inverno.
Un altro vantaggio simpatico di questa preparazione è che le verdure le potete scegliere voi, cambiando di volta in volta il sapore e il colore dei vostri "indolciti"; infatti così ho fatto io, ahimè o per fortuna, nella lista della spesa mi ero dimenticata le carote, il finocchio e il sedano, privilegiando le cipolline, il cavolfiore e il peperone giallo, così che, senza farlo apposta, il risultato finale, a parte il sapore delizioso, ha virato completamente verso il giallo. 
Ecco perchè regalo volentieri questo barattolo giallo anche al contest di Stefania 5 Il contest a colori


*In corsivo le mie varianti, ma se vi piace tanto l'agro dell'aceto, fate la ricetta originale!!!!!
Ingredienti per 3 barattoli da 500 g
ortaggi misti :8 cipolline, 1 piccolo cavolfiore, 2 peperoni gialli (solo 1 se aggiungete anche le altre verdure), in più c'erano 4 carote, 1 finocchio, 2 cuori di sedano
1/2 litro di vino bianco (invece di 1)
1/2 litro di aceto di mele (invece che aceto di vino bianco)
1 litro 1/2 d'acqua (invece che 1)
150 g di zucchero
1 bicchiere d'olio extravergine d'oliva
sale

"Pulite, lavate e tagliate tutti gli ortaggi a cubetti (il cavolo fatelo a cimette e le cipolline dividetele a metà).
In una pentola mettete un litro (e mezzo) d'acqua, il vino, l'aceto, lo zucchero, l'olio e del sale.
Fate bollire, quindi buttate prima le carote e i finocchi, poi le cipolline e in ultimo il cavolfiore e il peperone.

Fate in modo che tutte le verdure siano cotte al dente. Scolate e servite subito, senza altro condimento. Sono buoni anche freddi e serviti con bolliti."

mercoledì 23 marzo 2011

La bistecca del Botta

Io non sarò imparziale forse, essendo fiorentina, ma una recensione comunque è sempre personale: leggendo questo romanzo, mi sono ritrovata nella mia Firenze di 50 anni fa, più vivibile, con le botteghe di quartiere, le osterie fumose. In questa Firenze seguiamo piacevolmente un uomo, che fa il commissario di mestiere, ma con tutti i suoi difetti...non c'è nessun super investigatore, che risolve un caso come per magia...no, Bordelli sbaglia, si arrabbia, beve e fuma, e parecchio anche; è circondato da altrettanti personaggi, forse un po' più caricaturali, ma sempre verosimili: un nano, un medico legale, e poi le donne...a Bordelli piacciono le donne, con un po' di maschilismo, certo (era un uomo negli anni '60), con rispetto però: per tutte le donne che trova sulla sua strada (che siano piccole vittime, che siano madri disperate, che siano prostitute in pensione), ha sempre una parola elegante per descriverle, le ama tutte, ognuna in modo diverso.
Vi consiglio di leggere questo romanzo e magari, se non la conoscete, di venire a Firenze e ritrovare tutti i luoghi e le vie che troverete nelle pagine del libro.

Un'indagine del commissario Bordelli
Una brutta faccenda
Marco Vichi
Edizioni TEA

[...]"La bistecca di maiale gliela faccio come mi ha insegnato mio padre...latte, pomodoro e semi di finocchio." "A sentirla raccontare fa un po' effetto."
"Aspetti a mangiarla, poi mi dice."[...]
Arrivò la bistecca di maiale insieme a una ventata di aroma di finocchio. Aveva un aspetto insolito, era affogata in una salsa rosa piuttosto liquida. Con una certa diffidenza Bordelli ne tagliò un angolino per assaggiare.
"Non ha detto che si fidava commissario?"
"Sì, però..." fece Bordelli senza sapere cosa dire. Mise in bocca quella cosa strana, e ancora prima di inghiottire cercò gli occhi del Botta.
"Cazzo che buona"disse.
"Mai fidarsi delle apparenze, commissario...vale per le bistecche e anche per le persone."
"Mi raccomando, lascia la ricetta a Totò."[...]

"[...]...E dite un po', cos'è questa storia della bistecca di maiale col latte e finocchio?".
C'è anche il pomodoro."
"Anche il pomodoro...mmmm, accidenti!"fece Totò con la faccia a presa di culo.
"La dovresti provare, Totò."
"E come no, commissario!" disse il cuoco avvicinandosi a Bordelli con un sorriso maligno.
"Assaggiala Totò, poi mi racconti."[...]

Appena ho letto queste righe, subito la mia mente è volata al contest di Federica Cook the book, però non sapevo proprio come fare a riprodurre la ricetta precisa...poi, come per incanto, arrivata alla fine del romanzo, nella pagina dei ringraziamenti dell'autore, non ci potevo credere....ecco cosa leggo:
"Anche la ricetta del Botta, la bistecca di maiale con il latte, i semi di finocchio e la salsa di pomodoro, me l'ha insegnata lui.
 Bistecca del Botta
Metti le bistecche di maiale (meglio se non troppo alte) in una padella con un po' d'acqua e falle cuocere bene da tutti e due i lati, finchè l'acqua non è evaporata quasi del tutto. Aggiungi un bicchiere di salsa di pomodoro e rigira più volte le bistecche. Poi aggiungi un bicchiere di latte e una manciata di semi di finocchio, e quando la salsa comincia a bollire abbassa il fuoco e fai ritirare il liquido senza coperchio, fino a che la salsa non diventa densa al punto giusto. Poi togli la padella dal fornello, coprila con un coperchio e lasciala in pace per un paio di minuti."

 Non so se Totò l'ha mai assaggiata, ma io ieri, con la diffidenza del commissario, mi sono messa a cucinare questa "strana" bistecca e devo dire che mi ha sorpreso veramente, non solo me....anche la mia piccolina di 20 mesi se l'è spolverata in due balletti...e ne voleva ancora!
Ecco la mia versione leggermente riadattata solo nella dose dei liquidi, che va considerata un po' ad occhio.
Ingredienti
2 belle bistecche di maiale
1 goccio d'acqua giusto per bagnare un po' la padella antiaderente
1/2 bicchiere scarso di latte circa
4 cucchiai di salsa di pomodoro
un cucchiaio di semi di finocchio
sale

Per il procedimento va bene l'originale trascritto sopra, il sale l'ho aggiunto dopo che la carne s'è cotta nell'acqua, dobbiamo prestare attenzione solo alla durata della cottura, in base all'altezza della bistecca, sennò si rischia di cuocerla troppo.


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