giovedì 3 novembre 2011

La vera torta della nonna....

...o almeno come quella che ho sempre visto e mangiato qua a Firenze!
Dedico e regalo questo dolce al bellissimo e impegnativo progetto benefico di Meris, che servirà ad aiutare la Fondazione S.Lucia. Ecco il banner per diffondere l'iniziativa.
Questa torta, contrariamente al nome, è una di quelle che le mie nonne non mi hanno mai cucinato, ma che ho sempre comprato in pasticceria o ordinato al ristorante; ha fatto sempre parte del mio "bagaglio mangereccio" dell'infanzia (tra l'altro una delle mie preferite, insieme al millefoglie e il bongo) e non mi ero mai posta la questione delle sue origini...lo vedevo un po' come un dolce universale, trasversalmente nazionale e invece....sfogliando il mio prezioso "Libro della vera cucina fiorentina" di Paolo Petroni, mi trovo davanti alla ricetta di questa torta, con mia grande sorpresa inizio a leggerla, magari ha lo stesso nome, ma è tutt'altra cosa...e invece no...proprio no, l'unico ingrediente "intruso" sono le mandorle al posto dei pinoli, ma il risultato è proprio la torta della nonna che conosco io!
Incuriosita da questa cosa inizio a googlare "ricetta torta della nonna" e mi trovo davanti a varie versioni a seconda del tipo di pastafrolla e di crema, ma il succo rimane lo stesso, la frolla deve avere un giusto equilibrio di friabilità....solo la forma non mi convince, perchè vedo foto di torte perfette nel loro stampo da crostata, oppure torte altre con un bordo di 3 cm, alcune con la frolla un po' troppo spessa, ma io così non le ho mai viste...nemmeno nelle più prestigiose pasticcerie di Firenze. Poi mi nasce il dubbio sulla sua origine, perchè per molti è un dolce ligure che è diffuso anche in Toscana, per altri proviene dalla Romagna; forse un fondo di verità c'è, visto che sono tre regioni confinanti...chissà..sta di fatto però che nel mio "girovagar per web", ho trovato la sua definizione, addirittura su Wikipedia: "La torta della nonna è un dolce che nel corso degli anni è diventato parte integrante della cucina tipica fiorentina. Venne creato per scommessa da Guido Samorini grande cuoco scomparso qualche anno fa. Alla creazione gestiva un ristorante oggi scomparso che portava l'omonimo nome del luogo e del mercato stabile rionale fiorentino: San Lorenzo. Alcuni clienti stanchi dei pochi dolci che la cucina tipica offriva gli chiesero una sorpresa per la settimana successiva quando si sarebbero presentati per la novità. Il Samorini gli presentò quel piatto che fece tanto piacere nel gusto e nella novità.
La ricetta, pur essendo molto diffusa nelle repliche è stata passata in segreto ad una sua allieva e vanta tantissime imitazioni e personalizzazioni."
Di seguito una foto del Samorini che ho tratto dal sito di uno storico ristorante Casprini da Omero al Passo dei Pecorai, gestito dalla famiglia casprini dal 1913, passando per 5 generazioni, nelle colline del Chianti vicine a Firenze, una buonissima (giuro non è una marchetta, è una libera citazione) trattoria tipica fiorentina, che già conoscevo, ma non così bene...infatti guardate cosa ho scoperto: "Tra i cuochi che qua hanno lavorato e che hanno tramandato i loro segreti, c’è Guido Samorini, l’inventore della torta della nonna. Mamma Anna, ha avuto il privilegio di essere la sua allieva preferita". Mi sa che ci farò un salto molto presto, chissà che non riesca a carpire la ricetta "segreta" della torta della nonna...male male, mi consolerò comunque ordinandola!
Guido Samorini - Foto originale tratta da qui
Foto storica originale tratta da qui
 E ora dopo questa pseudoricercastorica sulle origini della torta eccovi finalmente la ricetta nella versione di Paolo Petri, che non so quanto si possa avvicinare all'originale, ma avuto un successone in famiglia. Ve la trascrivo pari pari con i soliti miei eventuali comment in corsivo.
Torta della nonna da Il libro della vera cucina fiorentina di P.Petri

Ingredienti per 8 persone
Per la crema pasticcera:
1/2 litro di latte
3 tuorli d'uovo
120 g di zucchero
50 g di farina 00
1 bustina di vanillina
scorza di limone
Per la pasta frolla:
350 g di farina 00
150 g di burro
130 g di zucchero
1 uovo+2 tuorli
1 limone
sale
Per la guarnizione
1 uovo
70 g di mandorle pelate o pinoli
zucchero a velo
"Per prima cosa preparate la crema pasticcera.
In una zuppiera mettete le uova e lo zucchero, quindi mescolate bene (meglio con uno sbattitore elettrico) fino a sciogliere i granelli di zucchero, poi unite la farina, la vanillina e un pizzico di sale. Continuate a sbattere, così da ottenere un composto denso e omogeneo.
Versate il composto in una casseruola ed aggiungete il latte molto caldo e una scorza di limone; rimestate e mettete sul fuoco molto basso e cominciate subito a girare con un mestolo di legno, sempre nello stesso verso. Continuate a mescolare fino a che il composto comincia ad addensarsi;fatelo sobbollire un paio di minuti e toglietelo dal fuoco[...].
Mescolate mentre si intiepidisce, in modo che non si formi la pellicina; alla fine coprite il recipiente con della pellicola e lasciatela raffreddare.

Ora preparate la pasta frolla.
Fate la fontana con la farina e mettete alcentro tutti gli ingredienti: le uova lo zucchero, il burro a temperatura ambiente tagliato a pezzetti, un cucchiaino raso di scorza di limone grattata e un pizzico di sale" - se siete pasticcioni come me vi consiglio invece di montare prima il burro con lo zucchero in una ciotola capiente, poi aggiungete le uova, la farina e il resto degli ingredienti.
"Lavorate velocemente (se si riscalda la pasta frolla "impazzisce") con le mani, in modo da ottenere un impasto elastico e compatto; fatene una palla, avvolgetela nella pellicola trasparente e fatela raffreddare in frigorifero per almeno un'ora.
Passato questo tempo, dividete l'impasto in due parti, una più grande dell'altra, quindi stendetele con il mattarello aiutandovi con un po' di farina, in modo da avere un disco alto 3 mm, mentre l'altro (quello per la copertura) dovrà avere uno spessore di circa la metà."-Ecco è nella stesura della pasta frolla che forse possiamo considerare questa preparazione di una certa difficoltà, dato che dobbiamo stare attenti a non rompere il velo sottile di pasta, e di seguito ecco la differenza più grande che ho trovato rispetto a tutte le ricette che ho letto: il metodo di cottura differenziato.
"Stendete il disco più grande in uno stampo a cerniera di circa 23 cm di diametro imburrato e infarinato  (o con carta da forno), bucherellatelo con una forchetta e mettetelo in forno molto caldo (200°C), quindi cuocetelo per un quarto d'ora.
Togliete il disco dal forno e fatelo raffreddare, quindi versateci dentro la crema fredda ben mescolata, in modo da darle una forma a cupola.
Ricoprite il tutto con il secondo disco di pasta frolla e sigillatelo bene con le mani, così che la crema non esca; bucherellatelo e spennellatelo con un uovo sbattuto, quindi ricoprite la pasta con le mandorle tagliate a filetti..
Fate cuocere in forno caldissimo (240°C), dando calore solo dalla parte superiore, per circa un quarto d'ora. Quando latorta è pronta, toglietela dal forno, fatela raffreddare e cospargetela con lozucchero a velo. Si gusta a temperatura ambiente.
[...]Aggiungendo alla crema pasticcera 150 grammi di cioccolato fondente grattato, otterrete la torta del nonno"

La quantità di crema sembra superiore alla frolla, e sta proprio in questo la bontà di questo dolce

9 commenti:

  1. Questa "pseudo ricerca"è stata molto interessante,e curiosa come sono mi ha fatto piacere apprendere tante notizie su questo dolce,che affascina sempre!Sa di casa,di buono....evoca la nonna,è quindi un vero"comfort food"!!Complimenti ti è venuta benissimo!!

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  2. sono senza parole. paolo petroni è il nostro mito. e la torta ti è venuta benissimo. baci a te e alla panciotta. Daniela

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  3. Che bello leggere una ricetta e conoscerne la storia! Mi affascina sempre molto. Sei stata magnifica ;-)

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  4. Un post molto curioso! per me che sono straniera è sempre bellissimo imparare cose nuove! grazie cara! e squisita la torta!

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  5. E' una torta fantastica Claudia, una di quelle che qui in Nuova Zelanda la gente non guarda nemmeno perche' non e' tutta abbindolata e noi italiani ci guardiamo "in intesa" e poi ci fiondiamo sul piatto per una lotta all'ultima briciola :-)

    Per quanto riguarda il tuo commento alle crescentine, ti ho risposto anche di la', ma copio qui:

    guarda che io adesso sono vegetariana ed invece del lardo uso il burro salato (con aggiunta di aglio e rosmarino :-). Poi un po' di parmigiano e... sono buonissime!!!

    Dove andavi a sciare al Cimone? Io sono di Sestola.

    Ciao e riguardati

    Alessandra

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  6. Questa torta é di un goloso pazzesco...da leccarsi le dita! Dovró assolutamente provarla!! Molto bella la storia....

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  7. Che bella questa storia, l'ho letta tutta d'un fiato..e la torta è una delizia!

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  8. ciao, ti vorrei invitare al mio primo contest “DENTRO AL RICCIO”, ricette a base di CASTAGNE! Se ti và, passa a trovarmi. http://dentrolapentola.blogspot.com/2011/10/dentro-il-riccioil-primo-contest-di.html

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  9. Bel blog. Complimenti mi ci aggiungo! ;)
    Grazie per le origini di questa torta.. cercavo dei confronti su internet riguardo la ricetta e mi sn imbattutta nelle origini di cui ignoravo compleatmente. Non avevo idea che l'avesse ideata qualcuno, pensavo fosse un idea di torta/crostata di quei piatti che esistono da sempre.. E chissà perchè pensando alla torta mi immaginavo una signora anziana, una nonna appunto ;)
    Baci!

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