Eccomi coi miei soliti tempi mooolto veloci con gli ultimi dolcetti che ho fatto per la Befana: i brownies, nè torta, nè biscotti....BROWNIES!
Dolcetti tipicamente americani, per niente dietetici, ma con la loro immensa quantità di burro e cacao danno tanta soddisfazione alla gola...e allo spirito.
Eccovi una ricetta originale da una texana doc.
Brownies da "Buona appetito America" di L.Evans
Ingredienti
150 g d burro
250 g di zucchero
75 g di cacao
1/4 di cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di estratto di vaniglia
2 uova fredde
60 g di farina
80 g di pezzetti di noci
o noci pecan (facoltativo)
Preparazione
Scaldate il forno a 180°C e sistemate la griglia nella parte più bassa del forno (regolatevi voi, dipende da che tipo di forno avete). Foderate di carta da forno una teglia quadrata di 20 cm.
Fondete a bagnomaria il burro, lo zucchero, il cacao e il sale, mescolando di tanto in tanto finchè il composto è liscio e caldo. Togliete dal fuoco il pentolino con il composto e lasciate raffreddare leggermente.
Unite la vaniglia e mescolate con un cucchiaio di legno. Incorporate le uova uno alla volta, mescolando vigorosamente dopo ogni aggiunta. Quando il composto è denso ed emogeneo, unite la farina e mescolate finchè si amalgama, poi sbattete con forza per 40 volte. Se le usate, unite le noci. Versate il composto nella teglia.
Cuocete finchè inserendo uno stecchino nel dolce ne esce ancora leggermente umido, per circa 2025 minuti. Fate raffreddare del tutto e tagliate in quadratini.
Tradizionalmente i brownies si mangiano da soli, ma potete provarli anche con la panna montata e le fragole. (Sennò son troppo poco calorici, giusto!)
Visualizzazione post con etichetta american food. Mostra tutti i post
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lunedì 23 gennaio 2012
lunedì 7 marzo 2011
Blueberry Muffins (...segue dal post precedente)
sempre di Laurel Evans
Avevo anticipato che oggi vi sommergevo letteralmente con tutte le ricette del brunch, scusatemi, ma visto che ho un po' più tempo oggi, devo ottimizzarlo...sennò va a finire che si fa il brunch di Ferragosto....
I muffin li ho provati a fare un sacco di volte, ma buoni e soffici come questi non mi erano mai venuti....
Per la foto...sono riusciti a immortalarli degnamente quando erano ancora nello stampo appena usciti dal forno...poi ne ho perso le tracce...sempre nel vortice di quella "rilassante domenica" (ma divertente dai....)
Ingredienti
200 g di farina
90 g di zucchero, più quello per decorare
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito vanigliato
1/2 cucchiaino di cannella
60 g di burro fuso tiepido
1 uovo
80 ml di latte
80 g di yogurt
150/200 g di mirtilli freschi (io ho usato quelli surgelati che erano dell'Abetone, quindi anche più buoni di quelli giganti freschi che vengono da chissà dove)
Preparazione
Scaldate il forno a 200°C. Imburrate lo staampo per muffin o foderatelo coi pirottini di carta.
Mescolate i mirtilli con un cucchiaio di farina e teneteli da parte.
In un'altra ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il sale, il lievito e la cannella.
Sbattete insieme il burro, l'uovo, il latte e lo yogurt. Con un cucchiaio di legno incorporate delicatamente il composto agli ingredienti secchi finchè sono appena amalgamati. Incorporate delicatamente i mirtilli, senza mescolare troppo.
Riempite gli stampini fino a 2/3 e cospargete con un po' di zucchero semolato. Infornate per 20/25 minuti o finchè sono ben dorati. Per 8 muffin o 12 più piccoli.
...seguirà l'ultimo post sul brunch (finalmente), la classica Caesar Salad, ma visto che di questa non ho proprio neanche una fogliolina fotografata...aspetto di rifarla, per postarla più degnamente...
Aggiornamento: con questa ricetta "original american taste" partecipo volentieri alla raccolta internazionale di dolci di Sayuri Dolci dal mondo!
Avevo anticipato che oggi vi sommergevo letteralmente con tutte le ricette del brunch, scusatemi, ma visto che ho un po' più tempo oggi, devo ottimizzarlo...sennò va a finire che si fa il brunch di Ferragosto....
I muffin li ho provati a fare un sacco di volte, ma buoni e soffici come questi non mi erano mai venuti....
Per la foto...sono riusciti a immortalarli degnamente quando erano ancora nello stampo appena usciti dal forno...poi ne ho perso le tracce...sempre nel vortice di quella "rilassante domenica" (ma divertente dai....)
Ingredienti
200 g di farina
90 g di zucchero, più quello per decorare
1 pizzico di sale
2 cucchiaini di lievito vanigliato
1/2 cucchiaino di cannella
60 g di burro fuso tiepido
1 uovo
80 ml di latte
80 g di yogurt
150/200 g di mirtilli freschi (io ho usato quelli surgelati che erano dell'Abetone, quindi anche più buoni di quelli giganti freschi che vengono da chissà dove)
Preparazione
Scaldate il forno a 200°C. Imburrate lo staampo per muffin o foderatelo coi pirottini di carta.
Mescolate i mirtilli con un cucchiaio di farina e teneteli da parte.
In un'altra ciotola mescolate la farina, lo zucchero, il sale, il lievito e la cannella.
Sbattete insieme il burro, l'uovo, il latte e lo yogurt. Con un cucchiaio di legno incorporate delicatamente il composto agli ingredienti secchi finchè sono appena amalgamati. Incorporate delicatamente i mirtilli, senza mescolare troppo.
Riempite gli stampini fino a 2/3 e cospargete con un po' di zucchero semolato. Infornate per 20/25 minuti o finchè sono ben dorati. Per 8 muffin o 12 più piccoli.
...seguirà l'ultimo post sul brunch (finalmente), la classica Caesar Salad, ma visto che di questa non ho proprio neanche una fogliolina fotografata...aspetto di rifarla, per postarla più degnamente...
Aggiornamento: con questa ricetta "original american taste" partecipo volentieri alla raccolta internazionale di dolci di Sayuri Dolci dal mondo!
Banana Bread (...segue dal post precedente)
Aggiornamento
Banana Bread di Laurel Evans
Come scrive nel suo libro Buon appetito America!, questa è una delle sue ricette preferite: "...nonchè una di quelle con cui faccio colpo sugli italiani. Servita a colazione, una fetta di pane dolce alla banana si spalma con un formaggio morbido che ne bilancia la dolcezza. Spesso aggiungo alla pastella delle gocce di cioccolato e lo servo caldo come dessert..."
Ingredienti
250 g di farina
150 g do zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
100 g di noci tostate, a pezzetti (o 150 g di gocce di cioccolato)
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata
3/4 banane molto mature schiacciate con la forchetta
75 g di yogurt
2 uova grandi, leggermente sbattute
85 g di burro fuso e raffreddato
1/2 tazzina di caffè
Preparazione
Mettete la griglia del forno a metà altezza e accendete il forno a 190°C. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake antiaderente e mettete da parte.
Mescolate in una ciotola i primi sette ingredienti e mettete da parte.
Mescolate con un cucchiaio di legno in una ciotola la banana schiacciata, lo yogurt, le uova, il burro e il caffè. Con una spatola incorporate delicatamente questo composto agli ingredienti secchi, amalgamandolo appena, finchè raggiunge una consistenza densa, ma non omogenea. Non mescolate troppo. Versate il tutto nello stampo. Infornate finchè il pane è ben dorato e infilando uno stecchino al centro, ne esce asciutto: ci vorrà circa un'ora.
Fate raffreddare nello stampo per 5 minuti, poi trasferite in una griglia. Servitelo tiepido o a temperatura ambiente con un formaggio spalmabile. Per un pane di 22,5 cm.
Questo pane dolce rimane ottimo anche per 2/3 giorni, da tenere in dispensa, per una colazione diversa.
..seguiranno i muffin ai mirtilli
Aderisci anche tu alla prima "Campagna in sostegno dell'immagine verace"!!
Siamo stanchi di arista di maiale senza cellulite,
stanchi di crostate alla frutta che scintillano e risotti così opachi e compatti da far impallidire.
Rivogliamo la cucina reale, quella verace.
Banana Bread di Laurel Evans
Come scrive nel suo libro Buon appetito America!, questa è una delle sue ricette preferite: "...nonchè una di quelle con cui faccio colpo sugli italiani. Servita a colazione, una fetta di pane dolce alla banana si spalma con un formaggio morbido che ne bilancia la dolcezza. Spesso aggiungo alla pastella delle gocce di cioccolato e lo servo caldo come dessert..."
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| Scusate la foto...vedi il primo post sul brunch! |
Ingredienti
250 g di farina
150 g do zucchero
1 cucchiaino di bicarbonato
1 pizzico di sale
100 g di noci tostate, a pezzetti (o 150 g di gocce di cioccolato)
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di noce moscata
3/4 banane molto mature schiacciate con la forchetta
75 g di yogurt
2 uova grandi, leggermente sbattute
85 g di burro fuso e raffreddato
1/2 tazzina di caffè
Preparazione
Mettete la griglia del forno a metà altezza e accendete il forno a 190°C. Imburrate e infarinate uno stampo da plumcake antiaderente e mettete da parte.
Mescolate in una ciotola i primi sette ingredienti e mettete da parte.
Mescolate con un cucchiaio di legno in una ciotola la banana schiacciata, lo yogurt, le uova, il burro e il caffè. Con una spatola incorporate delicatamente questo composto agli ingredienti secchi, amalgamandolo appena, finchè raggiunge una consistenza densa, ma non omogenea. Non mescolate troppo. Versate il tutto nello stampo. Infornate finchè il pane è ben dorato e infilando uno stecchino al centro, ne esce asciutto: ci vorrà circa un'ora.
Fate raffreddare nello stampo per 5 minuti, poi trasferite in una griglia. Servitelo tiepido o a temperatura ambiente con un formaggio spalmabile. Per un pane di 22,5 cm.
Questo pane dolce rimane ottimo anche per 2/3 giorni, da tenere in dispensa, per una colazione diversa.
..seguiranno i muffin ai mirtilli
Il mio primo brunch - quasi alla fine!
Aggiornamento
...finalmente! Ho deciso di postare le ultime ricette di questo brunch, ormai lontano,cecherò di pubblicarle tutte oggi, un post dopo l'altro, soprattutto per mancanza di tempo!
Continuiamo con le
Eggs Benedict di Laurel Evans
Un consiglio, queste uova buonissime, non sono comode da fare per 10 persone, ma se uno ha voglia di "ingrullire", fate come me...via via che cuocete le uova, mettetele in una ciotola con acqua fredda (tutte insieme), per poi riscaldarle nuovamente nell'acqua calda, prima di servirle (forse andrà bene anche il microonde, ma io non l'ho provato).
Ingredienti per 4 persone
8 fette di bacon (o salmone affumicato per i pescatarian, leggi cognata americana Morgan)
4 panini piccoli o focaccine
2 cucchiaini di aceto bianco (io non l'ho usato e vengono lo stesso)
8 uova
sale e pepe
salsa olandese (segue ricetta)
prezzemolo
Preparazione
Cuocete il bacon in una padella, unta leggermente di olio e tostate i panini sotto il grill, con il lato tagliato verso l'alto.
Cuocete le uova: riempite una casseruola con 7/8 cm d'acqua, se volete aggiungete l'aceto, scaldate su fuoco medio, fino a portarla quasi ad ebollizione. Aprite un uovo in un piattino, facendo atenzione a non rompere il tuorlo. Creare un vortice nell'acqua calda con un cucchiaio e farci scivolare l'uovo. Cuocere l'uovo, senza mescolare, dopo circa 3 minuti, quando l'albume si è rassodato e il tuorlo è ancora morbido, togliere dal fuoco con la schiumarola, scolandolo bene. Mettete una fetta di bacon su ogni mezzo panino, poi disponeteci l'uovo. Salate e pepate, poi versateci sopra la salsa olandese e decorate con una fogliolina di prezzemolo.
Salsa olandese
4 tuorli
1 cucchiaio di succo di limone
115 g di burro fuso (meglio se chiarificato)
un pizzico di pepe di Cayenna (o peperoncino)
un pizzico di sale
In una ciotola di acciaio inossidabile, sbattete bene i tuorli, poi aggiungete il succo di limone. Sbattete vigorosamente finchè il composto si addensa e raddoppia di volume.
Mettete la ciotola a "bagno maria" (io l'ho cotta direttamente in un pentolino, col fuoco al minimo, togliendola ogni tanto dal fuoco). Continuate a sbattere rapidamente. Fate attenzione che le uova non si scaldino troppo, altrimenti impazziscono. Versate a filo il burro fuso e continuate a sbattere, finchè il composto si addensa e raddoppia di volume.
Togliete dal fuoco, salate e spolverate col pepe di Cayenna. Coprite e mettete in un posto caldo fino al momento di servirla. Se la salsa si dovesse addensare troppo, basta allungarla un po' con qualche goccia d'acqua calda, sbattendo.
...a dopo con il Banana Bread
Aderisci anche tu alla prima "Campagna in sostegno dell'immagine verace"!!
Siamo stanchi di arista di maiale senza cellulite,
stanchi di crostate alla frutta che scintillano e risotti così opachi e compatti da far impallidire.
Rivogliamo la cucina reale, quella verace.
...finalmente! Ho deciso di postare le ultime ricette di questo brunch, ormai lontano,cecherò di pubblicarle tutte oggi, un post dopo l'altro, soprattutto per mancanza di tempo!
Continuiamo con le
Eggs Benedict di Laurel Evans
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| Questo è sempre l'uovo cucinato al corso di Laurel a Genova |
Ingredienti per 4 persone
8 fette di bacon (o salmone affumicato per i pescatarian, leggi cognata americana Morgan)
4 panini piccoli o focaccine
2 cucchiaini di aceto bianco (io non l'ho usato e vengono lo stesso)
8 uova
sale e pepe
salsa olandese (segue ricetta)
prezzemolo
Preparazione
Cuocete il bacon in una padella, unta leggermente di olio e tostate i panini sotto il grill, con il lato tagliato verso l'alto.
Cuocete le uova: riempite una casseruola con 7/8 cm d'acqua, se volete aggiungete l'aceto, scaldate su fuoco medio, fino a portarla quasi ad ebollizione. Aprite un uovo in un piattino, facendo atenzione a non rompere il tuorlo. Creare un vortice nell'acqua calda con un cucchiaio e farci scivolare l'uovo. Cuocere l'uovo, senza mescolare, dopo circa 3 minuti, quando l'albume si è rassodato e il tuorlo è ancora morbido, togliere dal fuoco con la schiumarola, scolandolo bene. Mettete una fetta di bacon su ogni mezzo panino, poi disponeteci l'uovo. Salate e pepate, poi versateci sopra la salsa olandese e decorate con una fogliolina di prezzemolo.
Salsa olandese
4 tuorli
1 cucchiaio di succo di limone
115 g di burro fuso (meglio se chiarificato)
un pizzico di pepe di Cayenna (o peperoncino)
un pizzico di sale
In una ciotola di acciaio inossidabile, sbattete bene i tuorli, poi aggiungete il succo di limone. Sbattete vigorosamente finchè il composto si addensa e raddoppia di volume.
Mettete la ciotola a "bagno maria" (io l'ho cotta direttamente in un pentolino, col fuoco al minimo, togliendola ogni tanto dal fuoco). Continuate a sbattere rapidamente. Fate attenzione che le uova non si scaldino troppo, altrimenti impazziscono. Versate a filo il burro fuso e continuate a sbattere, finchè il composto si addensa e raddoppia di volume.
Togliete dal fuoco, salate e spolverate col pepe di Cayenna. Coprite e mettete in un posto caldo fino al momento di servirla. Se la salsa si dovesse addensare troppo, basta allungarla un po' con qualche goccia d'acqua calda, sbattendo.
...a dopo con il Banana Bread
giovedì 3 marzo 2011
Il mio primo brunch - Parte terza
Aggiornamento
Oggi finalmente posso continuare ad archiviare i piatti del brunch di qualche domenica fa, sono quasi in pari con i contest a cui cerco di partecipare...sempre di corsa e all'ultimo, facendomene sfuggire puntualmente qualcuno (ormai sono contest-dipendente).
A grande richiesta (Rosanna e Annalisa :)))) oggi pubblico la ricetta delle...frittelle al latticello, meglio conosciute col nome di...Classic Buttermilk Pancakes. Naturalmente c'è sempre il solito problema della documentazione (leggi sempre qua), quindi metterò una foto (mossa) dei pancakes fatti a Genova con Laurel.
Classic Buttermilk Pancakes di Laurel Evans
Ingredienti
150 g di farina
2 cucchiaini di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 punta di bicarbonato
250 g di latticello (oppure 150 g di latte, 100 g di yogurt, 1 cucchiaino di succo di limone)
1 uovo
40 g di burro fuso
olio
sciroppo d'acero
Preparazione
Se non si ha, preparare il sostituto del latticello: mescolare il latte, lo yogurt e il succo di limone e mettere da parte per almeno 5 minuti).
In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero e il sale, il lievito e il bicarbonato.
In un'altra ciotola sbattete insieme il "latticello", l'uovo e il burro fuso. Versate gli ingredienti liquidi su quelli secchi e sbattete fino ad amalgamarli, ma senza lavorarli troppo. Va bene anche se rimangono un po' di grumi.
Scaldate un cucchiaio d'olio in una padella antiaderente grande su fuoco medio, poi eliminate quello in eccesso con la carta da cucina. Quando la padella è ben calda, versateci un mestolo di pastell. Girate la frittella quando i bordi si asciugano e al centro si formano delle bolle, dopo circa 2/3 minuti. Deve risultare bella dorata. Cuocete l'altro lato per altri 2 minuti circa, controllando la doratura. Ripetee con la pastella restante. Servire subito calde con lo sciroppo d'acero e una noce di burro. Per 5 pancake grandi o 10 piccoli)
...to be continued (con le Eggs Benedict)
Aderisci anche tu alla prima "Campagna in sostegno dell'immagine verace"!!
Siamo stanchi di arista di maiale senza cellulite,
stanchi di crostate alla frutta che scintillano e risotti così opachi e compatti da far impallidire.
Rivogliamo la cucina reale, quella verace.
A grande richiesta (Rosanna e Annalisa :)))) oggi pubblico la ricetta delle...frittelle al latticello, meglio conosciute col nome di...Classic Buttermilk Pancakes. Naturalmente c'è sempre il solito problema della documentazione (leggi sempre qua), quindi metterò una foto (mossa) dei pancakes fatti a Genova con Laurel.
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| Questo è proprio quello che ho fatto io... |
Ingredienti
150 g di farina
2 cucchiaini di zucchero
1/2 cucchiaino di sale
1/2 cucchiaino di lievito per dolci
1 punta di bicarbonato
250 g di latticello (oppure 150 g di latte, 100 g di yogurt, 1 cucchiaino di succo di limone)
1 uovo
40 g di burro fuso
olio
sciroppo d'acero
Preparazione
Se non si ha, preparare il sostituto del latticello: mescolare il latte, lo yogurt e il succo di limone e mettere da parte per almeno 5 minuti).
In una ciotola mescolate la farina, lo zucchero e il sale, il lievito e il bicarbonato.
In un'altra ciotola sbattete insieme il "latticello", l'uovo e il burro fuso. Versate gli ingredienti liquidi su quelli secchi e sbattete fino ad amalgamarli, ma senza lavorarli troppo. Va bene anche se rimangono un po' di grumi.
Scaldate un cucchiaio d'olio in una padella antiaderente grande su fuoco medio, poi eliminate quello in eccesso con la carta da cucina. Quando la padella è ben calda, versateci un mestolo di pastell. Girate la frittella quando i bordi si asciugano e al centro si formano delle bolle, dopo circa 2/3 minuti. Deve risultare bella dorata. Cuocete l'altro lato per altri 2 minuti circa, controllando la doratura. Ripetee con la pastella restante. Servire subito calde con lo sciroppo d'acero e una noce di burro. Per 5 pancake grandi o 10 piccoli)
...to be continued (con le Eggs Benedict)
giovedì 24 febbraio 2011
Il mio primo brunch - Parte seconda
Dove ero rimasta? Allora il Mimosa, per cocktail, la Spinach and bacon Strata...ah si...sveglia la domenica alle 6.30...per prima cosa preparare i Bagels, che hanno tempi di lievitazone più lunghi...
Ah...fortunatamente i bagels avevo provato a farli anche una settimana prima, per portarli ad una mia amica, ed ho avuto l'idea di fotografarli, quindi quelli che seguono non sono quelli del brunch, ma almeno li vedrete.....
Bagels di Laurel Evans
Per l'impasto:
540 g di farina
una bustina di lievito di birra secco
300 ml di acqua calda
1 cucchiaio di miele
12 g di sale
Per l'acqua bollente:
1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo
1 cucchiaino di bicarbonato
3 litri d'acqua
Per le coperture:
semi di sesamo e di papavero
1 uovo sbattuto con un cucchiaino d'acqua (per me non necessario)
Impastate la farina, il lievito, l'acqua e il miele per circa 4 minuti. Unite il sale e continuate a impastare per altri 7 minuti fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.Trasferite in una ciotola leggermente unta, coprite con la pellicola e mettete da parte finché raddoppia di volume, per circa 30 minuti - 1 ora.
Trasferite l'impasto su una superficie pulita leggermente infarinata. Formate un panetto e dividetelo in 10 pezzi. Formate con ciascuna una palla, poi fateci un buco nel mezzo (io ho usato il manico di un mestolo di legno). Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa 15 minuti, non di più.
Scaldate il forno a 180°C. Portate a ebollizione l'acqua con il bicarbonato e lo zucchero (la ricetta di Laurel prevedeva il miele, ma io so che ad alte temperature può sprigionare sostanze tossiche, infatti in altre versione ho trovato lo zucchero). Tuffateci i bagels, uno o due alla volta, girandoli dopo 1 minuto. Trasferiteli su una teglia foderata di carta forno. Sono molto umidi, quindi, secondo me è inutile spennellarli con l'uovo per far attaccare i semi, prendere i bagels e premerli nei semini vari.
Infornate per 20-25 minuti o finchè sono ben dorati. Serviteli con un po' di burro o di formaggio spalmabile. Per 10 bagel.
...to be continued
P.S. Mi sono dimenticata di dirvi la mia soddisfazione più grande: la mia cognatina americana Morgan naturalmente i bagels li conosce molto bene, e li ha mangiati spesso a New York, ma non li ha mai fatti...sapete che mi ha detto? Che erano proprio come quelli "originali" e che voleva la ricetta.........Che satisfaction!
Ah...fortunatamente i bagels avevo provato a farli anche una settimana prima, per portarli ad una mia amica, ed ho avuto l'idea di fotografarli, quindi quelli che seguono non sono quelli del brunch, ma almeno li vedrete.....
Bagels di Laurel Evans
Per l'impasto:
540 g di farina
una bustina di lievito di birra secco
300 ml di acqua calda
1 cucchiaio di miele
12 g di sale
Per l'acqua bollente:
1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo
1 cucchiaino di bicarbonato
3 litri d'acqua
Per le coperture:
semi di sesamo e di papavero
1 uovo sbattuto con un cucchiaino d'acqua (per me non necessario)
Impastate la farina, il lievito, l'acqua e il miele per circa 4 minuti. Unite il sale e continuate a impastare per altri 7 minuti fino ad ottenere una pasta liscia ed elastica.Trasferite in una ciotola leggermente unta, coprite con la pellicola e mettete da parte finché raddoppia di volume, per circa 30 minuti - 1 ora.
Trasferite l'impasto su una superficie pulita leggermente infarinata. Formate un panetto e dividetelo in 10 pezzi. Formate con ciascuna una palla, poi fateci un buco nel mezzo (io ho usato il manico di un mestolo di legno). Coprite con un canovaccio e lasciate lievitare per circa 15 minuti, non di più.
Scaldate il forno a 180°C. Portate a ebollizione l'acqua con il bicarbonato e lo zucchero (la ricetta di Laurel prevedeva il miele, ma io so che ad alte temperature può sprigionare sostanze tossiche, infatti in altre versione ho trovato lo zucchero). Tuffateci i bagels, uno o due alla volta, girandoli dopo 1 minuto. Trasferiteli su una teglia foderata di carta forno. Sono molto umidi, quindi, secondo me è inutile spennellarli con l'uovo per far attaccare i semi, prendere i bagels e premerli nei semini vari.Infornate per 20-25 minuti o finchè sono ben dorati. Serviteli con un po' di burro o di formaggio spalmabile. Per 10 bagel.
...to be continued
P.S. Mi sono dimenticata di dirvi la mia soddisfazione più grande: la mia cognatina americana Morgan naturalmente i bagels li conosce molto bene, e li ha mangiati spesso a New York, ma non li ha mai fatti...sapete che mi ha detto? Che erano proprio come quelli "originali" e che voleva la ricetta.........Che satisfaction!
venerdì 18 febbraio 2011
Il mio primo brunch - Parte prima
Aggiornamento
Domenica scorsa ho avuto la brillante idea di fare un brunch all'americana con (in ordine di apparizione): i miei genitori, mio fratello con la fidanzata americana (oooooooh), i miei suoceri, la zia Maria + me, marito e Polpettina naturalmente. Tutto questo slancio, ovviamente, sempre stimolato dal divertente corso di Laurel a Genova.
E' stato, senza mezzi termini, un vero tour de force, perchè, per i vari impegni del sabato (inderogabile mattinata all'Ikea con i miei, conseguente pulizia di casa il pomeriggio, invito last minute rilassante a cena da amici), poi è saltata tutta la preparazione dei piatti per la domenica. Sabato sono riuscita a preparare soltanto la Spinach and bacon strata, da cuocere il giorno dopo, rimandando il resto dell'organizzazione dei piatti alla mattina successiva. In effetti potevo rinunciare al brunch, offrendo un rassicurante e tradizionale pranzo della domenica...sono stata tentata più volte, mentre alle 18 ero ancora a pulire il bagno...ma poi non potevo deludere le aspettative e la curiosità che ormai il mio "invito americano" aveva suscitato ai miei cari ospiti, così...mi sono fatta forza e ho regolato la sveglia della domenica alle 6.30!!!!
Non vi tedio ancora con le mie mattutine rocambolesce avventure culinarie, tra impasti lievitati, uova in camicia, teglie, padelle, stampi, salse, frittelle e condimenti v
ari...tanto qualcosa affiorerà direttamente dalla descrizione delle ricette.
Un'ultima premessa: purtroppo la documentazione fotografica, lascia a desiderare (diciamo pure che è inesistente), perchè, una volta messe a tavola tutte le pietanze, mi sono seduta e, stravolta, mi sono unita ai miei commensali, pizzicando qua e la da tutte le portate e rispondendo, con non celata soddisfsazione, alle domande curiose su quanto andavano a mangiare, descrivendo la ricetta e elencando gli ingredienti, fino alla domanda fatidica di zia Maria (giunta ormai a metà pranzo): "Claudia, ma le foto le hai già fatte?" Momento interminabile di silenzio e poi rispondo molto tranquillamente, con un piccolo piccolo cenno di disperazione:" No, oddio, me ne sono proprio dimenticata (raccogliendo tutto il mio autocontrollo), vabbè le rifarò la prossima (?????!!??) volta con calma!" "Dai fotografa noi, con le nostre facce soddisfatte, a testimonianza della buona riuscita di tutti i piatti..e quello che ne rimane...per ora!" sbotta la zia Maria per consolarmi.....Mi alzo, pesante come un macigno, prendo la compatta (ancora senza reflex, sì!) e inizio a fotografare i vassoi mezzi vuoti, in attesa di essere ripuliti del tutto....
Iniziamo con un cocktail. Un brunch, non si può chiamare tale se non è "annaffiato"con qualcosa di alcolico, nota che lo differenzia principalmente dal breakfast mattutino.
mezzo bicchiere di spremuta di arancia
1 lampone (nota decorativa suggerita da Laurel)
Spinach and bacon strata ricetta di Laurel Evans
Ingredienti
200 g di spinaci crudi
250 g di bacon
1 cipolla tritata
20 g di burro (o olio)
1/2 cucchiaino di sale
1 pizzico di pepe
1 pizzico di noce moscata
120 gi di pane rustico, tagliato a cubetti (io ne ho usato di più, fate a occhio!)
90 g di Gruyére o Hemmental grattugiato grossolanamente
40 g di Parmigiano grattugiato
330 ml di latte
5 uova
1 cucchiaino di senape di Digione in grani
La notte prima
Rosolate il bacon nel burro (o olio), sciolto in una padella capiente, per circa 4/5 minuti. Unite la cipolla e saltate per altri 5 minuti. Aggiungete metà del sale, pepe e noce moscata, poi unite gli spinaci e scottateli per un paio di minuti. Togliete il tutto dal fuoco e mettetelo da parte. In una ciotola sbattete insieme le uova con il latte, e l'altra metà di sale, pepe e noce moscata.
Imburrate abbondantemente una teglia di 23 cm di diametro, sistematevi sul fondo metà del pane, disponetevi sopra metà degli spinaci scottati, e metà di ogni formaggio. Ripetete fino ad esaurire gli ingredienti, poi versateci sopra il composto di uovo. Coprite la teglia con pellicola di plastica e lasciate riposare in frigorifero per almeno 8 ore.
Il giorno dopo
Togliete la torta dal frigo e lasciate a temperatura ambiente per 30 minuti. Poi passate in forno a 180°C per 40 minuti; servite il tortino caldo.
Versione pescatarian per Morgan: identico procedimento, senza saltare gli spinaci con il bacon, ma solo con la cipolla, poi a fuoco spento, aggiungere il salmone affumicato a striscioline, nella padella con gli spinaci e far riposare.
...to be continued
Aggiornamento
Qua potrete ammirare la Spinach and bacon strata in tutta la sua interezza, fatta da un'altra mia "compagna di banco", alle lezioni di americanfood, la mitica ElyFla.
Aderisci anche tu alla prima "Campagna in sostegno dell'immagine verace"!!
Siamo stanchi di arista di maiale senza cellulite,
stanchi di crostate alla frutta che scintillano e risotti così opachi e compatti da far impallidire.
Rivogliamo la cucina reale, quella verace.
Domenica scorsa ho avuto la brillante idea di fare un brunch all'americana con (in ordine di apparizione): i miei genitori, mio fratello con la fidanzata americana (oooooooh), i miei suoceri, la zia Maria + me, marito e Polpettina naturalmente. Tutto questo slancio, ovviamente, sempre stimolato dal divertente corso di Laurel a Genova.
E' stato, senza mezzi termini, un vero tour de force, perchè, per i vari impegni del sabato (inderogabile mattinata all'Ikea con i miei, conseguente pulizia di casa il pomeriggio, invito last minute rilassante a cena da amici), poi è saltata tutta la preparazione dei piatti per la domenica. Sabato sono riuscita a preparare soltanto la Spinach and bacon strata, da cuocere il giorno dopo, rimandando il resto dell'organizzazione dei piatti alla mattina successiva. In effetti potevo rinunciare al brunch, offrendo un rassicurante e tradizionale pranzo della domenica...sono stata tentata più volte, mentre alle 18 ero ancora a pulire il bagno...ma poi non potevo deludere le aspettative e la curiosità che ormai il mio "invito americano" aveva suscitato ai miei cari ospiti, così...mi sono fatta forza e ho regolato la sveglia della domenica alle 6.30!!!!
Non vi tedio ancora con le mie mattutine rocambolesce avventure culinarie, tra impasti lievitati, uova in camicia, teglie, padelle, stampi, salse, frittelle e condimenti v
ari...tanto qualcosa affiorerà direttamente dalla descrizione delle ricette.
Un'ultima premessa: purtroppo la documentazione fotografica, lascia a desiderare (diciamo pure che è inesistente), perchè, una volta messe a tavola tutte le pietanze, mi sono seduta e, stravolta, mi sono unita ai miei commensali, pizzicando qua e la da tutte le portate e rispondendo, con non celata soddisfsazione, alle domande curiose su quanto andavano a mangiare, descrivendo la ricetta e elencando gli ingredienti, fino alla domanda fatidica di zia Maria (giunta ormai a metà pranzo): "Claudia, ma le foto le hai già fatte?" Momento interminabile di silenzio e poi rispondo molto tranquillamente, con un piccolo piccolo cenno di disperazione:" No, oddio, me ne sono proprio dimenticata (raccogliendo tutto il mio autocontrollo), vabbè le rifarò la prossima (?????!!??) volta con calma!" "Dai fotografa noi, con le nostre facce soddisfatte, a testimonianza della buona riuscita di tutti i piatti..e quello che ne rimane...per ora!" sbotta la zia Maria per consolarmi.....Mi alzo, pesante come un macigno, prendo la compatta (ancora senza reflex, sì!) e inizio a fotografare i vassoi mezzi vuoti, in attesa di essere ripuliti del tutto....
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| La faccina soddisfatta nell'angolo di sinistra è di Morgan (l'americana)! |
Mimosa
mezzo bicchiere di proseccomezzo bicchiere di spremuta di arancia
1 lampone (nota decorativa suggerita da Laurel)
Spinach and bacon strata ricetta di Laurel Evans
Ingredienti
200 g di spinaci crudi
250 g di bacon
1 cipolla tritata
20 g di burro (o olio)
1/2 cucchiaino di sale
1 pizzico di pepe
1 pizzico di noce moscata
120 gi di pane rustico, tagliato a cubetti (io ne ho usato di più, fate a occhio!)
90 g di Gruyére o Hemmental grattugiato grossolanamente
40 g di Parmigiano grattugiato
330 ml di latte
5 uova
1 cucchiaino di senape di Digione in grani
La notte prima
Rosolate il bacon nel burro (o olio), sciolto in una padella capiente, per circa 4/5 minuti. Unite la cipolla e saltate per altri 5 minuti. Aggiungete metà del sale, pepe e noce moscata, poi unite gli spinaci e scottateli per un paio di minuti. Togliete il tutto dal fuoco e mettetelo da parte. In una ciotola sbattete insieme le uova con il latte, e l'altra metà di sale, pepe e noce moscata.
Imburrate abbondantemente una teglia di 23 cm di diametro, sistematevi sul fondo metà del pane, disponetevi sopra metà degli spinaci scottati, e metà di ogni formaggio. Ripetete fino ad esaurire gli ingredienti, poi versateci sopra il composto di uovo. Coprite la teglia con pellicola di plastica e lasciate riposare in frigorifero per almeno 8 ore.
Il giorno dopo
Togliete la torta dal frigo e lasciate a temperatura ambiente per 30 minuti. Poi passate in forno a 180°C per 40 minuti; servite il tortino caldo.
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| Scusaaaate....anche sfuocato! |
Versione pescatarian per Morgan: identico procedimento, senza saltare gli spinaci con il bacon, ma solo con la cipolla, poi a fuoco spento, aggiungere il salmone affumicato a striscioline, nella padella con gli spinaci e far riposare.
...to be continued
Aggiornamento
Qua potrete ammirare la Spinach and bacon strata in tutta la sua interezza, fatta da un'altra mia "compagna di banco", alle lezioni di americanfood, la mitica ElyFla.
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venerdì 11 febbraio 2011
Lezioni americane a Genova
Eccomi, dopo un po' di giorni, dovuti a inspiegabile "pigrizia da post", che stranamente e fortunatamente non hanno coinciso con la voglia di sperimentare in cucina. Eccomi ancora qua, con un arretrato di foto-ricette disperse sul pc, sulla macchina fotografica, e anche sulla videocamera...che non so come fare a recuperare seguendo almeno un minimo di ordine e soprattuto a ricordarmi gli ingredienti corrispondenti...non lo so, ma ancora....sono in fase di "pigrizia", spinta a scrivere solo dal desiderio di farmi viva con voi che ogni tanto mi leggete, per salutarvi e dirvi che sono comunque viva al di fuori del blog (non si sa mai!)....Smack!
Anche oggi niente ricette...solo un tentativo di racconto: la mia visita flash a Genova per il corso di Laurel dalla meravigliosa Patrizia. Non vi preoccupate, se ho una dote nello scrivere, è quella della sinteticità...penso.
Il viaggio passa velocemente e tranquillamente, in compagnia del mio ultimo libro, La principessa di ghiaccio di Camilla Lackberg (con l'"a" con l'umlaut, ve lo consiglio!)
In perfetto orario arrivo a Genova Principe, già dall'architettura interna della stazione intuisco la particolarità della città, i binari sono ad un livello inferiore rispetto al piano terra...un momento di smarrimento, ma poi mi faccio trasportare dal flusso di pendolari, che mi porta al salone della biglietteria, con qualche piccola difficoltà riesco a trovare l'uscita giusta che mi porta nella piazza degli autobus, dove c'era proprio il "mio" 33 che mi aspettava...m'informo velocemente sulla fermata esatta e mi siedo con gli occhi da turista.
Non so perchè stupidamente m'immaginavo Genova come una grande distesa in pianura di edifici grigi e moderni: resisto alla tentazione di spiaccicare il naso al finestrino come una bimba, l'autobus inizia a salire lentamente fra le vie ripide e tortuose di questa città, mostrandomi generosamente il blu profondo del mare, che nettamente si accosta all'incredibile azzurro di un cielo primaverile in anticipo. Poi via via che entriamo nel cuore di Genova, scopro un'architettura imponente, insolita per gli occhi di una fiorentina: palazzi eleganti, in stile barocco, che mi hanno rimandato immediatamente alle grandi capitali europee, edifici che lentamente hanno cambiato stile, fino ad assumere quello più sobrio e geometrico, ma sempre elegante, dello stile liberty e post-liberty (chiedo scusa a Patrizia e agli appassionati di storia dell'arte, ma come ho intitolato nel post, sono impressioni).
"Ecco questa è la sua", la voce dell'anziano cortese signore mi riporta alla realtà, e mi indica anche la via esatta. Ringrazio frettolosamente e mi dirigo verso una ripida salita, l'indirizzo è giusto, mi addentro in una viuzza stretta col naso all'insù, si sussuegono maestosi palazzi, alberi e siepi, poi fortunatamente trovo il portone di Patrizia. La chiamo col cellulare (ma come avrei fatto 15 anni fa?) e mi risponde una voce squillante e allegra, che dopo poco prende le sembianze lontane di una sagoma affacciata al balcone qualche piano sopra la mia testa: "Ciao Claudia, sali, al piano.....".
Mi batte forte il cuore, sarà l'architettura dell'edificio (mi sembra un monumento), sarà la novità delle persone....trovo l'ascensore, d'epoca anche quello, con ancora la panca di legno all'interno (bellissimo): appena inizio a scorrere i piani, inizio a sentirmi più tranquilla, come se l'essere dentro quella cabina antica, mi facesse sentire parte integrante di cosa non so...(impressioni). Via via che mi avvicinavo alla "meta", una convinzione si faceva sempre più forte..non so perchè, ma sentivo che ad aspettarmi sul pianerottolo, non sarebbe stata la Melagranata, ma..."Benarrivataaaaa Mamma in pentola!"- Flavia?- Yesss!. Beh, almeno non c'è stato bisogno di rompere il ghiaccio, l'esuberanza di Cuocicucidici mi trascina nell'appartamento, dove finalmente posso conoscere la padrona di casa: una signora minuta, elegante e raffinata, con un sorriso smagliante...devo ammettere che all'inizio mi sono sentita un po' fuori luogo...e che luogo! Ad accogliermi nell'ingresso grande e arioso, un fascio di luce naturale che proveniva dalle grandi finestre dell'appartamento, butto un'occhiata veloce al resto della casa (oltre che di cucina sono appassionata anche all'arredamento) , mentre continuo ad essere "spinta", mi ritrovo in cucina dove riconosco Laurel, una bella ragazza, alta e in salute, capello corto, concentratissima a preparare tutti gli ingredienti per il corso che sarebbe iniziato di lì a poche ore. Dopo le dovute presentazioni, con ancora lo stomaco in subbuglio, continuo a curiosare intorno come la bimba di prima che voleva spiaccicare il naso sul finestrino del bus: osservo e ascolto...Flaviaaaaaa...la piacevole colonna sonora di questi momenti che hanno preceduto il corso vero e proprio...ogni tanto riesco a chiaccherare anche con Patrizia, che gentilmente, su mia richiesta, mi fa da guida nel suo incantevole e direi...signorile appartamento.
Le due ore, in attesa delle altre partecipanti, passano piacevolmente, mangiucchiando un po' d'insalata di pollo, gustandosi il meraviglioso panorama dalle grandi finestre (in stile liberty?), curiosando tra gli infiniti libri di cucina, barattoli, spezie, ecc...chiaccherando con Flavia e Patrizia (Laurel era davvero molto impegnata nelle preparazioni, veramente molto professionale), due amiche che più assortite di così...il bianco e il nero, il diavolo e l'acqua santa, la posatezza della seconda che si "accoccola", dolcemente rassegnata, all'effervescenza della prima: un bellissimo esempio di "diversità elettive"....Mentre sono assorta ed immersa piacevolemente in questo clima di allegria e rilassatezza, iniziano ad arrivare le altre partecipanti...ma questa è un'altra storia che potrete trovare qua, qui e di nuovo qua.
Io mi limito a proseguire il mio racconto con le immagini....avevo detto che ero sintetica, noo!?!
Anche oggi niente ricette...solo un tentativo di racconto: la mia visita flash a Genova per il corso di Laurel dalla meravigliosa Patrizia. Non vi preoccupate, se ho una dote nello scrivere, è quella della sinteticità...penso.
Impressioni
Sabato 5 febbraio. Sveglia alle 7.30, doccia, ultimi preparativi: il biglietto del treno, cellulare, macchina fotografica, il grembiule...nooo....quello manca...cerco nel cassetto della biancheria, intravedo qualcosa di rosa fragola...Betty Boop andrà bene? Lo prendo, poi si vedrà. Un bacio alla famiglia e via alla stazione. Sono un po' agitata, se si escludono i viaggi da capotreno, è da molto tempo che non mi avventuro da sola in una città sconosciuta per incontrare persone semisconosciute, per partecipare al mio primo corso di cucina.Il viaggio passa velocemente e tranquillamente, in compagnia del mio ultimo libro, La principessa di ghiaccio di Camilla Lackberg (con l'"a" con l'umlaut, ve lo consiglio!)
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| Foto tratta da http://www.targatocn.it |
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| Foto tratta da http://www.trovagenova.com/genova/castelletto/ |
"Ecco questa è la sua", la voce dell'anziano cortese signore mi riporta alla realtà, e mi indica anche la via esatta. Ringrazio frettolosamente e mi dirigo verso una ripida salita, l'indirizzo è giusto, mi addentro in una viuzza stretta col naso all'insù, si sussuegono maestosi palazzi, alberi e siepi, poi fortunatamente trovo il portone di Patrizia. La chiamo col cellulare (ma come avrei fatto 15 anni fa?) e mi risponde una voce squillante e allegra, che dopo poco prende le sembianze lontane di una sagoma affacciata al balcone qualche piano sopra la mia testa: "Ciao Claudia, sali, al piano.....".
Mi batte forte il cuore, sarà l'architettura dell'edificio (mi sembra un monumento), sarà la novità delle persone....trovo l'ascensore, d'epoca anche quello, con ancora la panca di legno all'interno (bellissimo): appena inizio a scorrere i piani, inizio a sentirmi più tranquilla, come se l'essere dentro quella cabina antica, mi facesse sentire parte integrante di cosa non so...(impressioni). Via via che mi avvicinavo alla "meta", una convinzione si faceva sempre più forte..non so perchè, ma sentivo che ad aspettarmi sul pianerottolo, non sarebbe stata la Melagranata, ma..."Benarrivataaaaa Mamma in pentola!"- Flavia?- Yesss!. Beh, almeno non c'è stato bisogno di rompere il ghiaccio, l'esuberanza di Cuocicucidici mi trascina nell'appartamento, dove finalmente posso conoscere la padrona di casa: una signora minuta, elegante e raffinata, con un sorriso smagliante...devo ammettere che all'inizio mi sono sentita un po' fuori luogo...e che luogo! Ad accogliermi nell'ingresso grande e arioso, un fascio di luce naturale che proveniva dalle grandi finestre dell'appartamento, butto un'occhiata veloce al resto della casa (oltre che di cucina sono appassionata anche all'arredamento) , mentre continuo ad essere "spinta", mi ritrovo in cucina dove riconosco Laurel, una bella ragazza, alta e in salute, capello corto, concentratissima a preparare tutti gli ingredienti per il corso che sarebbe iniziato di lì a poche ore. Dopo le dovute presentazioni, con ancora lo stomaco in subbuglio, continuo a curiosare intorno come la bimba di prima che voleva spiaccicare il naso sul finestrino del bus: osservo e ascolto...Flaviaaaaaa...la piacevole colonna sonora di questi momenti che hanno preceduto il corso vero e proprio...ogni tanto riesco a chiaccherare anche con Patrizia, che gentilmente, su mia richiesta, mi fa da guida nel suo incantevole e direi...signorile appartamento.
Le due ore, in attesa delle altre partecipanti, passano piacevolmente, mangiucchiando un po' d'insalata di pollo, gustandosi il meraviglioso panorama dalle grandi finestre (in stile liberty?), curiosando tra gli infiniti libri di cucina, barattoli, spezie, ecc...chiaccherando con Flavia e Patrizia (Laurel era davvero molto impegnata nelle preparazioni, veramente molto professionale), due amiche che più assortite di così...il bianco e il nero, il diavolo e l'acqua santa, la posatezza della seconda che si "accoccola", dolcemente rassegnata, all'effervescenza della prima: un bellissimo esempio di "diversità elettive"....Mentre sono assorta ed immersa piacevolemente in questo clima di allegria e rilassatezza, iniziano ad arrivare le altre partecipanti...ma questa è un'altra storia che potrete trovare qua, qui e di nuovo qua.
Io mi limito a proseguire il mio racconto con le immagini....avevo detto che ero sintetica, noo!?!
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| Laurel prepara... |
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| La padrona di casa |
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| Divagazioni texane originali.... |
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| Iniziamo con una coloratissima mimosa! |
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| Metafotografia: il vero fotografo, Emilio Scoti. |
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| Studenti attente! |
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| Scusate la foto mossa... |
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| ...ma il mio uovo in camicia era vivo! |
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| Il mio primo pancake...mosso anche lui, ma non ho scuse simpatiche! |
The end...
ma spero...
to be continued
un'altra volta!
Daiiiiii.
Un bacio e un abbraccio.
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