Visualizzazione post con etichetta avanzi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta avanzi. Mostra tutti i post

sabato 26 novembre 2011

Avanzi e riciclo per MTC!

Non mi è mai piaciuto buttar cibo che avanza, meno che mai ora che continuiamo ad essere in un perioduccio di crisi economica niente male, quindi, quando mi è avanzato un po' di ripieno dei tortelli al baccalà, mi è venuto subito in mente un consiglio della Cris nel suo post sul piatto MTC di questo mese: utilizzare la polpa di baccalà per fare dei crostoni. In realtà questa non è proprio una ricetta da "challenge", ma l'ho fatta, l'ho mangiata e mi è piaciuta moltissimo, alla faccia della sua semplicità, poi gli ingredienti sono da regolamento e allora perchè non farla partecipare? In fondo siamo quello che mangiamo e nel mio caso anche quello che cuciniamo, come la maggior parte dei miei piatti che propongo, io sono semplice, istintiva e soprattutto mi piace arrivare subito a dei risultati (forse non è proprio un pregio questo), quindi piatti veloci e gustosi, della serie massimo risultato, con minimo sforzo (leggi pigra).
Ecco il piatto supercomplicato..hi hi hi...ma un po' di relax dopo la "battaglia dei tortelli"...e che cavolino!!!!
Crostoni alla livornese
Non sto neanche ad elencare gli ingredienti, data la scarsa quantità (naturalmente se vi avanza del baccalà alla livornese!): ho aggiunto due patate lesse al ripieno di baccalà (vedi qua), una macinata di pepe e poi ho spalmato questa crema grossolana su delle fette di pane toscano, le ho messe sotto il grill del forno, fino a che non hanno fatto la crosticina, un filo d'olio novo e una manciata di prezzemolo tritato, davvero tutto qua!

mercoledì 4 maggio 2011

W la pappa pappa col popopopopopopomodoro!

"Anche nelle storie delle nazioni ci sono popoli che ogni tanto si stancano d'aver sempre minestra di riso, e allora avvengono le congiure, i complotti, e saltan fuori i Michelozzi e gli Stoppani che affrontano i pericoli finchè, per la loro abnegazione, non si passa alla pappa al pomodoro..."
Si! Anche io mi sono stancata di mangiare sempre la stessa "minestra di riso" (da 17 anni?!), e anche io come Giamburrasca faccio la mia piccola rivoluzione: il 12 giugno vado a VOTARE SI al referendum e poi, se è tempo bello vado al mare....tiè!
Con questo post diffondo e partecipo all'iniziativa di un gruppo di foodblogger intelligenti e creative (Sara, Benedetta, Martina e Serena)., che la pensano come me (e spero come la maggior parte di voi), riguardo al nucleare, allla privatizzazione dell'acqua e alla legge salva-Silvio.
Trascrivo qua sotto, direttamente da qui, alcune semplici e interessanti domande a cui ha risposto il prof. Santi.

Il nucleare produce pochi gas serra!

FALSO: Bisogna considerare tutte le fasi necessarie a far funzionare  una centrale, come ad esempio la sua costruzione, l'estrazione la  purificazione e l'arricchimento dell'uranio ed anche le fasi della sua  dismissione: messa in sicurezza delle scorie e smantellamento. Sono  questi processi che richiedono una enorme quantità di energia, quasi  tutta ricavata dalle fonti fossili. Se valutiamo quindi tutto il ciclo  di vita di una centrale la produzione di energia elettrica con il  nucleare produce una quantità di gas serra di poco inferiore alle  fonti fossili ma decisamente superiore a solare ed eolico.

Il nucleare ridurrà i costi dell'energia elettrica!

FALSO: La costruzione di una centrale nucleare è un processo  lunghissimo, dura circa dieci anni e richiede un investimento iniziale  enorme (10,8 miliardi di dollari per 1000 MW in Canada) che deve  essere ammortizzato per periodi lunghissimi (40-50 anni) al fine di  garantire in proficuo ritorno all'investitore. A questo va aggiunto  che il costo dell'Uranio sta crescendo e continuerà a crescere perché, esattamente come avviene per il petrolio, diventerà sempre più difficile prelevarlo dalla terra e purificarlo. Un recente studio 
Svizzero mette in evidenza che se la Svizzera  deciderà di continuare a produrre energia elettrica attraverso il nucleare andrà inevitabilmente incontro ad un aumento del costo dell'energia e quindi un aumento della bolletta a carico dei cittadini.

Esistono tecnologie in grado di superare il problema delle scorie!

FALSO: I reattori che possono essere progettati e costruiti oggi, ed  in particolare quelli che l'Italia intende commissionare alla francese  AREVA producono scorie altamente radioattive e che rimangono tali per  decine o centinaia di migliaia di anni. Il problema delle scorie a  livello planetario ha oramai raggiunto livelli preoccupanti, basti  pensare che neppure negli USA  finora è stata trovata una soluzione  migliore rispetto al dal nascondere in grotte scavate nelle montagne  desertiche del Nevada. Il problema della pericolosità delle scorie  condiziona anche il processo di dismissione di una centrale a fine  ciclo, una  operazione complessa, pericolosa e molto costosa, che in  genere si preferisce rimandare (in Gran Bretagna, lo smantellamento di  alcune centrali è stato rimandato di 100 anni), in attesa che la  radioattività diminuisca e nella speranza che gli sviluppi della  tecnologia rendano più facili le operazioni. Scorie e smantellamento  rappresentano la scomoda eredità che lasceremo sulle spalle delle  nuove generazioni.

Lo sviluppo dell'energia nucleare garantirà l'indipendenza energetica del nostro Paese!

FALSO: L'Italia non ha uranio, esattamente come non possiede il  petrolio. Quindi, se il settore elettrico decidesse di liberarsi dalla  dipendenza dei combustibili fossili utilizzando energia nucleare,  ntrerebbe in un?altra dipendenza, quella dall?uranio, anch?esso da  importare e anch?esso in via di esaurimento. In aggiunta a questo l'Italia  non ha neppure la filiera che porta  dall?uranio grezzo estratto dalle miniere all?uranio arricchito utilizzato nei reattori. Per il combustibile dipenderemo  totalmente da paesi stranieri, come ad esempio la Francia. La Francia però, a sua volta, non ha uranio e  per far funzionare i suoi reattori ne importa il 30% da una nazione politicamente instabile come il Niger.

L'energia nucleare è in forte espansione in tutto il mondo!

FALSO:   Da  vent'anni il numero delle centrali nel mondo è di circa  440 e nei prossimi anni (anche prima del disastro di Fukushima) si prevede che il numero di quelle che verranno spente sarà superiore al  numero di quelle che entreranno in funzione. In Europa nel 1995 il contributo del nucleare era circa il 24% della potenza installata, nel 2008 appena il 16%. Nel mondo in  due anni (2006-2009) l'energia elettrica prodotta col nucleare è diminuita di 60 Twh. Nel 2009 è stata annunciata una controtendenza soprattutto sulla spinta dei paesi emergenti Cina ed India, una controtendenza che ad oggi rimane ancora tutta nella teoria. In Europa l'unico nuovo reattore  in costruzione in Finlandia nel sito di Olkiluoto ha visto, ad oggi, più che  raddoppiati i tempi previsti per la consegna  così come i costi di messa in opera.

Le centrali di quarta generazione sono quasi una realtà!

POCO CREDIBILE: Se cosi fosse perché affrettarsi oggi a costruire una centrale di III generazione che rimarrà in funzione per i prossimi 50-60 anni?

Un disastro nucleare legato ad una centrale nucleare è un evento molto improbabile!

VERO MA: Fukushima ci insegna che anche quello che possiamo considerare oggi estremamente improbabile non può essere considerato impossibile. Il nucleare senza rischi non esiste.

E ora la ricetta, che avrete visto e rivisto sul web, riviste, libri, ecc...ma ci sono così tante versioni..."forse tante quante le trattorie e le famiglie che lo fanno"...questo piatto; ecco la mia versione garantita dal"guru" della gastronomia fiorentina!
Pappa al pomodoro 
tratta da "Il libro della vera cucina fiorentina" di P.Petroni
Ingredienti
Pane raffermo di qualche giorno (meglio tipo toscano)
400 g di pomodori (nello spirito della ricetta, ho usato la conserva a pezzettoni dell'orto dei miei suoceri)
2 spicchi d'aglio
basilico
1 l circa di brodo vegetale
olio extravergine d'oliva (sempre quello di mio suocero...ho solo quello...:-))
sale e pepe

Preparazione
In una pentola rosolate, in 6 cucchiai d'olio, gli agli schiacciati; appena prendono colore, unite i pomodori tagliuzzati e abbondante basilico tritato, salate, pepate e fate cuocere circa 10 minuti.
Versate il brodo bollente e, quando spica il bollore, unite il pane tagliato a fettine sottili; fate cuocere altri 5 minuti, girando spesso, poi spegnete il fuoco.
Ogni tanto rigirate e, passata un'oretta, rimestate bene per sfare completamente il pane.
Riscaldatela per un attimo e servitela calda (mai bollente) o tiepida, con un filo d'olio a crudo; se piace, cospargete con un po' di pepe macinato fresco. Non usate assolutamente il formaggio (non sono io a dirlo..è sempre Petroni che parla).
Ed ora regalo questa "pappa" al contest di Stefania "Il contest a colori"
...e consegno ufficialmente questo piatto classico e immancabile della cucina tradizionale fiorentina alla supermegaraccolta di Meris, che trale altre cose,è anche un'iniziativa benefica, quindi...partecipateeeee!

venerdì 18 febbraio 2011

Il mio primo brunch - Parte prima

Aggiornamento
Aderisci anche tu alla prima "Campagna in sostegno dell'immagine verace"!!
Siamo stanchi di arista di maiale senza cellulite,
stanchi di crostate alla frutta che scintillano e risotti così opachi e compatti da far impallidire.
Rivogliamo la cucina reale, quella verace.


Domenica scorsa ho avuto la brillante idea di fare un brunch all'americana con (in ordine di apparizione): i miei genitori, mio fratello con la fidanzata americana (oooooooh), i miei suoceri, la zia Maria + me, marito e Polpettina naturalmente. Tutto questo slancio, ovviamente, sempre stimolato dal divertente corso di Laurel a Genova.
E' stato, senza mezzi termini, un vero tour de force, perchè, per i vari impegni del sabato (inderogabile mattinata all'Ikea con i miei, conseguente pulizia di casa il pomeriggio, invito last minute rilassante a cena da amici), poi è saltata tutta la preparazione dei piatti per la domenica. Sabato sono riuscita a preparare soltanto la Spinach and bacon strata, da cuocere il giorno dopo, rimandando il resto dell'organizzazione dei piatti alla mattina successiva. In effetti potevo rinunciare al brunch, offrendo un rassicurante e tradizionale pranzo della domenica...sono stata tentata più volte, mentre alle 18 ero ancora a pulire il bagno...ma poi non potevo deludere le aspettative e la curiosità che ormai il mio "invito americano" aveva suscitato ai miei cari ospiti, così...mi sono fatta forza e ho regolato la sveglia della domenica alle 6.30!!!!
Non vi tedio ancora con le mie mattutine rocambolesce avventure culinarie, tra impasti lievitati, uova in camicia, teglie, padelle, stampi, salse, frittelle e condimenti v
ari...tanto qualcosa affiorerà direttamente dalla descrizione delle ricette.
Un'ultima premessa: purtroppo la documentazione fotografica, lascia a desiderare (diciamo pure che è inesistente), perchè, una volta messe a tavola tutte le pietanze, mi sono seduta e, stravolta, mi sono unita ai miei commensali, pizzicando qua e la da tutte le portate e rispondendo, con non celata soddisfsazione, alle domande curiose su quanto andavano a mangiare, descrivendo la ricetta e elencando gli ingredienti, fino alla domanda fatidica di zia Maria (giunta ormai a metà pranzo): "Claudia, ma le foto le hai già fatte?" Momento interminabile di silenzio e poi rispondo molto tranquillamente, con un piccolo piccolo cenno di disperazione:" No, oddio, me ne sono proprio dimenticata (raccogliendo tutto il mio autocontrollo), vabbè le rifarò la prossima (?????!!??) volta con calma!" "Dai fotografa noi, con le nostre facce soddisfatte, a testimonianza della buona riuscita di tutti i piatti..e quello che ne rimane...per ora!" sbotta la zia Maria per consolarmi.....Mi alzo, pesante come un macigno, prendo la compatta (ancora senza reflex, sì!) e inizio a fotografare i vassoi mezzi vuoti, in attesa di essere ripuliti del tutto....
La faccina soddisfatta nell'angolo di sinistra è di Morgan (l'americana)!
Iniziamo con un cocktail. Un brunch, non si può chiamare tale se non è "annaffiato"con qualcosa di alcolico, nota che lo differenzia principalmente dal breakfast mattutino.

Mimosa
mezzo bicchiere di prosecco
mezzo bicchiere di spremuta di arancia
1 lampone (nota decorativa suggerita da Laurel)
Spinach and bacon strata ricetta di Laurel Evans
Ingredienti
200 g di spinaci crudi
250 g di bacon
1 cipolla tritata
20 g di burro (o olio)
1/2 cucchiaino di sale
1 pizzico di pepe
1 pizzico di noce moscata
120 gi di pane rustico, tagliato a cubetti (io ne ho usato di più, fate a occhio!)
90 g di Gruyére o Hemmental grattugiato grossolanamente
40 g di Parmigiano grattugiato
330 ml di latte
5 uova
1 cucchiaino di senape di Digione in grani

La notte prima
Rosolate il bacon nel burro (o olio), sciolto in una padella capiente, per circa 4/5 minuti. Unite la cipolla e saltate per altri 5 minuti. Aggiungete metà del sale, pepe e noce moscata, poi unite gli spinaci e scottateli per un paio di minuti. Togliete il tutto dal fuoco e mettetelo da parte. In una ciotola sbattete insieme le uova con il latte, e l'altra metà di sale, pepe e noce moscata.
Imburrate abbondantemente una teglia di 23 cm di diametro, sistematevi sul fondo metà del pane, disponetevi sopra metà degli spinaci scottati, e metà di ogni formaggio. Ripetete fino ad esaurire gli ingredienti, poi versateci sopra il composto di uovo. Coprite la teglia con pellicola di plastica e lasciate riposare in frigorifero per almeno 8 ore.
Il giorno dopo
Togliete la torta dal frigo e lasciate a temperatura ambiente per 30 minuti. Poi passate in forno a 180°C per 40 minuti; servite il tortino caldo.
Scusaaaate....anche sfuocato!

Versione pescatarian per Morgan: identico procedimento, senza saltare gli spinaci con il bacon, ma solo con la cipolla, poi a fuoco spento, aggiungere il salmone affumicato a striscioline, nella padella con gli spinaci e far riposare.
...to be continued
Aggiornamento
Qua potrete ammirare la Spinach and bacon strata in tutta la sua interezza, fatta da un'altra mia "compagna di banco", alle lezioni di americanfood, la mitica ElyFla.

lunedì 24 gennaio 2011

Avanzi - Frittata di verza e mortadella

Buon inizio settimana! Qua a Firenze non poteva cominciare meglio: c'è un cielo limpido e azzurro, non so se fa freddo, perché ancora non ho messo il naso fuori, ma immagino di sì, ma va bene, siamo in pieno inverno!!!! Mi basta il sole per mettermi di buon umore!
Come avete notato dal titolo, oggi niente ricette elaborate, si ricicla: la verza dell'MTC, in particolare, con una frittata "ispirata" da un'altra ricetta del Challenge, i sacchetti di verza di Sulemaniche!

Non sto neanche a spiegare la preparazione, è solo un suggerimento per una frittata: sbattete le uova con il parmigiano, le listarelle di verza appassite in padella e dei cubetti di mortadella (parecchi, se la volete più gustosa)....cuocetela in padella rigirandola, oppure in forno, come volete....etvoilà, la verza è riciclata!
In realtà negli ingredienti di Sulemaniche c'erano anche il gorgonzola (che io non avevo) e le patate lesse (non avevo tempo), ma se ce l'aggiungete, di sicuro verrà ancora più buona!!!

mercoledì 12 gennaio 2011

Avanzi - Cotechino spiedino, su bicchiere di lenticchie

Buongiorno a tutti/e! Ho visto, girovagando per blog, che siamo stati contagiati un po' tutti dall'influenza degli avanzi, giustamente e per fortuna (almeno in cucina, cerchiamo di contrastare un po' il consumismo che imperversa in ogni campo della nostra quotidianità), e anch'io mi sono "ammalata", molto volentieri (anzi in realtà, riciclare gli avanzi è un'abitudine che ormai ho durante tutto l'anno, vedi la sezione Ricette).
Così eccomi stamani a postarvi una ricetta, che io in realtà ho utilizzato proprio per il Cenone di Capodanno a casa mia, di cui ancora non ho avuto modo di parlare, vi dico solo che abbiamo dovuto optare per la cena in piedi, causa 10 adulti con 6 pargoletti di cui 4 di circa 18 mesi, uno di 3 e uno di 5 (appunto...cena in piedi...cena a piedi...a giro per casa...eh eh eh), che è andata comunque oltre ogni più rosea previsione!!!
Tornando al cotechino e lenticchie...di ordinanza, per augurarci un po' di fortuna per il 2011, ho optato per una versione "da passeggio".
Alcuni "impigiamati" che barcollano, ma non crollano..oltre le 24.00

Scusate le foto, ma sono state fatte al volo alle 23 circa (gli spiedini vanno saltati all'ultimo e i bicchieri li ho scaldati nel "santo" forno a microonde), con i pargoletti a giro ancora perfetamente svegli.

Ingredienti
Un cotechino precotto
250 di lenticchie
500 g di passata di pomodoro
qualche costa di sedano
aglio
peperoncino
olio evo
pancetta affumicata a cubetti
pancarrè

Preparazione
Iniziamo con la cottura delle lenticchie, suggeritami da una mia cara collega "romana de Roma", che vive a Firenze, da ormai 30 anni, Paola, che mi ha gentilmente "regalato" questa gustosa ricetta della sua mamma.
In un tegame, facciamo leggermente arrosolare l'aglio con l'olio e peperoncino (poco se ci sono bambini), poi aggiungiamo il passato di pomodoro e facciamo insaporire per qualche minuto.
Nel frattempo puliamo il sedano, riduciamolo a tocchetti e mettiamo in pentola col pomodoro, aggiustiamo di sale e facciamo andare a fuoco vivace per pochi minuti. Poi buttiamo le lenticchie e portiamo a cottura a fuoco medio, aggiungendo via via che si asciuga, poca acqua bollente per volta (come per il risotto), aggiustando di sale se necessario.
Alla fine le lenticchie dovranno esse cotte, ma abbastanza asciutte. Togliete dal fuoco e procedete alla cottura del cotechino come da istruzioni sulla confezione (questa operazione si può fare tranquillamente il giorno prima).
Nel frattempo fate saltare in una larga padella la pancetta affumicata con poco olio, finchè non diventa bella croccante, prelevatene 1/3 e tenetela da parte. Adesso prendete le lenticchie preparate e fatele saltare un po' nella padella con la pancetta per insaporirle ulteriormente. Raccogliete circa 1/3 di lenticchie e frullatele, se il composto risulta troppo denso aggungete a filo dell'olio evo, finchè non raggiunge una densità cremosa.
Prendete il cotechino ormai cotto e fatto raffreddare, tagliatelo prima a fette e poi a cubetti; ricavate dei cubetti anche dalle fette di pancarrè, componiamo gli spiedini: infilzate il quadratino di pane, poi il cotechino, pane, cotechino e pane. Preparati tutti gli spiedini, fateli abbrustolire, in una padella antiaderente con un filo d'olio, girandoli spesso.
A questo punto, abbiamo tutti i componenti del piatto, andiamo a costruire i bicchieri: versiamo sul fondo dei bicchieri due dita di passato di lenticchie, poi un cucchiaio di lenticchie intere, qualche cubetto di pancetta messo da parte e infine "inzuppiamo" lo spiedino: ecco il cotechino da passeggio.
La preparazione sempra complicata, ma ci vuole più tempo a scriverla che a farla!

Anche questa ricetta parteciperà al contest della spumeggiante Enza Les Verrines, che ha prorogato la scadenza al 20 febbraio, così avete tutto il tempo per inventarvi e sperimentare nuove ricette al bicchiere!

sabato 27 novembre 2010

Avanzi - Torta (rustica) radicchio rosso, zucca gialla e gorgonzola

Questa settimana ho lavorato sempre di pomeriggio e tornando dopo le 21, per non sovraccaricare la mia dolce metà con la preparazione della cena, oltre alla pappa della Polpettina, mi sono dovuta "inventare" dei piatti pronti o sempipronti dalla mattina per la sera...così qualche mattina fa è nata questa torta rustica (rustica, in quanto avendo fatto io la pasta, non è venuta...diciamo...proprio sottile).

Ingredienti
Per la pasta
500 g di farina
1 bicchiere d'olio
un pizzico di sale
1 bustina di lievito per torte salate Bartolini
acqua

Per il ripieno
1/4 di radicchio rosso tondo
100 g di zucca senza buccia
1 finocchio
70 g di gorgonzola
parmigiano a volontà
1 uovo
latte
2 philadelphia mini
sale, pepe, origano

Preparazione della pasta
In una terrina setacciare la farina con il lievito ed il sale. Aggiungere l'olio e lavorare l'impasto con graduale aggiunta dell'acqua necessaria. Con il matterello stendere la pasta a circa 1/2 cm di spessore e, con l'aiuto di una grande ciotola, ricavarne un cerchio del diametro poco più grande della tortiera. Foderare lo stampo con la carta forno e la pasta, bucherellando il fondo. Metterla a riposare in frigorifero.

Preparazione del ripieno
In una padella far appassire una cipolla tagliata finemente e rosolarci la zucca a pezzettoni, il radicchio a listarelle e il finocchio a fettine. Regolare di sale, pepe e origano.
Nel frattempo stemperare il philadelphia con un goccio di latte (in sostituzione della panna) e unirlo al gorgonzola amalgamando bene, aggiungerci un uovo sbattuto e il parmigiano.
Riempire lo stampo di sfoglia con le verdure e versarci sopra il composto di uovo e formaggio.
Infornare a 180° C per circa 25 minuti, oppure per chi ha un forno come me, al 3 sul ripiano più alto (lo so che nessuno ha un forno come il mio, era solo un pretesto per ringraziare Terry di Crumpets & co., che mi ha aperto un mondo...praticamente non bruciacchio più niente...)

giovedì 18 novembre 2010

Avanzi - Il cavolo nero, l'olio novo e...il tartufo!

Questa settimana ho comprato il cavolo nero, solo un mazzo, ma gigante (lungo circa un metro)! Ho avuto difficoltà a metterlo nel carrettino rosso della Coop (si lo ammetto vado a fare la spesa alla Coop!), per chi non lo conoscesse ho trovato questa foto, perchè mi sono dimenticata di fotografare il mio.

Questo ortaggio tipico della cucina toscana, non è molto conosciuto nelle altre regioni.
E' presente tutto l'anno, anche se il periodo migliore per il suo consumo, sono i mesi freddi poiché dopo le prime gelate le sue foglie spesse diventano più tenere, saporite e croccanti, ideali per zuppe e minestroni, infatti è l'ingrediente principale della mia amatissima (quanto noiosissima da fare) ribollita (al più presto posterò la mia ricetta, magari quando fa più freddino).

Oggi però niente zuppe, direttamente dall'interessante blog di Barbara Alta voracità, ho provato a rifare due ricette, anzi la prima più che una ricetta è un goloso suggerimento per come consumare in modo sfizioso questo ortaggio.

...e siccome hanno entrambe gli ingredienti "buoni" le faccio partecipare alla raccolta di Sunflowers Un contest per Bene.

La fettunta col cavolo e l'acciughina

Si tostano delle fette di pane, se si vuole con dell'aglio strusciato sopra, poi ci si mette un po di foglioline di cavolo lesso, un'acciughina (le alici Fiorfiore al peperoncino della Coop ci stanno benissimo!), il tutto condito con olio rigorosamente "novo".

Ma veniamo al dunque.
La seconda ricetta dall'originale "Pappardelle di cavolo nero, olio nuovo e bottarga".
Premetto che è stata la mia prima volta con la pasta fatta in casa, e per questo sono rimasta abbastanza soddisfatta, ma veniamo alla ricetta: ho fatto una piccola variazione, perché, non avendo la bottarga, l'ho sostituita "incoscientemente" con del tartufo regalatomi dalla mia cara amica Anna Maria (doppio nome staccato, perché ne vale due!). Per Barbara: l'accostamento non è stato disdicevole.
Nello stendere la pasta ho avuto qualche piccolissimo inconveniente, tipo...non trovare il mattarello, ma me la sono cavata egregiamente anche senza, anzi poi non ho usato neanche la macchina apposta per farla fine fine...le ho stese e tagliate tutte a mano le pappardelle, ma bando alle ciance!!!

Pappardelle di cavolo nero, olio nuovo e tartufo

Ingredienti
Per la pasta per 8 persone
150 gr di farina bianca
200 gr di farina di grano duro
3 uova
1 cucchiaio d'olio extra vergine
sale-pepe

Per il condimento
150 g di cavolo nero lessato e strizzato
aglio, olio, peperoncino

Riporto come sempre il virgolettato della Barbara:
"Pulire il cavolo sfogliandolo e togliendo il più possibile del gambo e delle sue nervature e lessarlo in acqua bollente; si scola  e se ne strizza con cura  una parte che servirà per l'impasto delle pappardelle, mentre il resto basterà tenerlo nel colapasta.
Si frulla il cavolo ormai freddo, con le uova e si aggiunge al resto degli ingredienti, lavorando una pasta abbastanza morbida che farete riposare in frigo, avvolta nella pellicola, per 30 minuti. Tiratela e tagliatela a pappardelle alte 3 cm, lessatela per pochi minuti in acqua e sale, scolatela e saltate in padella con il condimento: olio, aglio, peperoncino, un'acciughina e il cavolo avanzato tagliato a coltello.
Si serve con una "c" di olio e impreziosendo con fettine finissime..." di tartufo.
Ed ora ecco la documentazione fotografica.


 
Il risultato finale

mercoledì 20 ottobre 2010

Avanzi - Polpettone con verdure e mozzarella

Questa che vi propongo è la classica ricetta del polpettone, arricchita però con le verdure, segretamente mimetizzate dalla "ciccia" e dalla mozzarella per buona pace dei nostri bimbi, solitamente avversi a qualsiasi tipo di vegetale. Quindi, forza mamme! Non vi scoraggiate!

Ingredienti per 4 persone:
300 g di macinato di manzo biologico
200 g di pane raffermo
1/2 bicchiere di latte
2 uova biologiche
50 g di parmigiano
verdure miste cotte al vapore
150 g di treccia a dadini fatta asciugare precedentemente
sale
pepe
noce moscata

Preparazione
Fate ammorbidire il pane raffermo nell'acqua o in poco latte freddo, strizzatelo bene e impastatelo a lungo insieme con la carne macinata, il parmigiano, un uovo intero più un rosso, il sale e il pepe. Quando l'impasto è perfettamente omogeneo allargatelo su un rettangolo di carta forno e disponetevi al centro, nel senso della lunghezza, le listarelle di treccia e la verdura a tocchetti. Richiudete bene il polpettone su se stesso, aiutandovi con la carta forno in modo che il ripieno non fuoriesca in nessun modoe passate velocemente il polpettone nella farina. Montate a neve la chiara e con una forchetta cospargetela tutto attorno al polpettone: servirà a formare una crosticina in modo che il sugo e il sapore rimangano all'interno.
Mettete il polpettone così preparato in una teglia da forno con olio e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°per circa 20 minuti , fino a cottura completa. Servitelo caldo, con la mozzarella filante, ma sarà buono anche freddo.

Mettete il polpettone così preparato in una teglia da forno con olio e fate cuocere in forno preriscaldato a 180°per circa 20 minuti , fino a cottura completa. Servitelo caldo, con la mozzarella filante al momento del taglio, ma sarà buono anche freddo.

lunedì 18 ottobre 2010

Il mio contributo per il Nastro Rosa

(Avanzi di uva nera e mosto: esperimento n°2)
Aderisco anche io alla Rivoluzione in rosa proposta da mammafelice
Diffondete la notizia e partecipate! Il regolamento lo trovate qui.
Io personalmente parteciperò con una ricetta ed una foto rosa...

Risotto al mosto
Ingredienti per 4 persone:
320 gr. di riso
brodo vegetale
1 piccola cipolla
burro
1/2 l. mosto
zucchero
parmigiano

Procedimento
Far soffriggere dolcemente la cipolla tritata nel burro in un tegame a bordi alti, quando è imbiondita versare il riso, farlo tostare, finchè non diventa traslucido, poi versare mezzo bicchiere di mosto e far evaporare. Continuare la cottura con il brodo, facendolo assorbire un mestolo per volta.
Nel frattempo, preparare la riduzione del mosto: versare il mosto rimasto in un padellino, aggiungere 3 cucchiaini di zucchero e  portare ad ebollizione sempre mescolando, finchè non si addensa, aggiustare di zucchero se necessario.
Infine portare a cottura il risotto, spegnere la fiamma e mantecare con il parmigiano, coprire e far riposare 2 minuti. Servire sul piatto da portata accompagnando con la salsa di mosto.

venerdì 15 ottobre 2010

Avanzi - Pasticcio il riso con quello che trovo in frigo

Dedico questa ricetta a tutti quelli che non hanno tanto tempo, ma soprattutto alle mamme come me che non sono sempre superorganizzate, ma che, in qualche modo, devono sfamare i loro pargoletti. Oggi era uno di quei giorni che non avevo programmato niente di particolare per la mia Polpettina, ma in frigo avevo della mozzarella avanzata di ieri e un pezzo di provolone piccantino, ho premuto INVIO mentalmente e il mio "cervelletto di ricerca" (queste mamme tecnologiche!) ha tirato fuori questo Pasticcio di riso, variazione sul tema del mitico Timballo di riso di nonna Lucia (che posterò prima o poi).

Pasticcio di riso
Ingredienti per 4 persone:
300 gr. di riso,1 cipolla, 1 chiodo di garofano, mozzarella, provola (o qualsiasi altro formaggio), parmigiano come se piovesse, sale, salsa di pomodoro, burro, pangrattato

Procedimento
Cuocere il riso a vapore, versando il riso in un tegame insieme ad un cipolla infilzata con un chiodo di garofano, coprire con un dito di acqua fredda, portare a bollore, salare poco, abbassare la fiamma, e mettere il coperchio. Aspettare che il liquido evapori, assaggiare e, se la cottura è al dente, togliere il tegame dal fuoco.
Nel frattempo grattare i vari formaggi e ridurre a cubetti la mozzarella. Unire tutti gli ingredienti in una ciotola capiente, aggiungere il burro a piacere, amalgamare bene il composto. Imburrare uno stampo e spolverizzarlo con un po' di pangrattato, versarvi il composto, cospargere la superficie con altro pangrattato e qualche fiocchetto di burro. Infornate a 180° per il tempo necessario a far gratinare il pasticcio e servite con a parte la salsa di pomodoro calda.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...