lunedì 7 febbraio 2011
Un premio...con stile!
Beh...incredibile, ma è successo una seconda volta, ho ricevuto un premio: il Blogger Stylish Award. Gentilmente passatomi (che brutto termine!) dal magnifico blog Poverimabelliebuoni di Cristina. Come ha specificato lei, più che un premio è una specie di passggio fra i blog, per allargare la propria cerchia di "amiciblog" e farsi conoscere. Questo il regolamento:
- ringraziare il blog donatore: la cosa più facile...FATTO SUBITO!
- raccontare sette cose di sè: mmm...non lo so se ci riesco, ma ci provo.
- girare il premio ad altri dieci blog: impossibile...tenterò, ma la scelta è dura!
Andiamo direttamente al secondo punto.
7 cose di me:
1. Ho la testa fra le nuvole...quasi sempre. Ora che sono mamma, cerco di planare ogni tanto sulla terra, ma è mooolto difficile "Povera Serena!", questa l'eclamazione costante delle mie più care amiche!
2. Sono abbastanza creativa, mi piacerebbe dipingere, mi piacerebbe scrivere, cucinare, questo lo faccio abbastanza spesso, mi piacerebbe fotografare (ora con l'obbiettivo della Reflex rotto, il condizionale è d'obbligo)....insomma mi piace iniziare un sacco di cose, che non porto quasi mai a fine!
3. Sono immancabilmente, irragionevolmente, serenamente....PIGRA, causa principale di tutti i condizionali del punto 2!
4. Mi piace la montagna, in tutte le stagioni, non odio il mare, ma mi agita...preferisco il verde o il bianco della montagna. E per fortuna mio marito la pensa come me.
Uff...ancora altri tre punti...è difficile conoscere se stessi così bene...
5. Sono stata una pallavolista per ben 10 anni, dagli 8 ai 18 anni! Dopodichè...si torna al punto 3...SOB!
6. Chi mi conosce dice che sono abbastanza di fori...ogni tanto ho delle uscite...diciamo...comiche? E se qualcuno (che non mi conosce bene) si chiede se ci sono o ci faccio...rispondo: un buon 70% ci sono, ma il restante 30 direi che ci gioco un po' su...dai...
e infine...7. ..sono disordinatissima...cioè...lo ero prima di sposarmi...ora sono solo disordinata...e poi dicono che non si cambia! Gli uomini non cambiano come cantava magnificamente la rimpianta Mia Martini, ma noi (donne) come si caaaambiaaaa...per non morire, come si cambiaaaa per amoooreee!
E ora eccoci all'acqua...a chi passo questo premio? Ogni giorno conosco nuovi blog, sempre tutti molto validi, ricchi di notizie, con persone veramente simpatiche...a chi passo la "patata bollente"?
Proviamoci:
A prova di mamma di Marica, da poco in rete con questo suo blog molto utile...così si butta nella mischia!
Che birba di Laura, un blog che è un'esplosione di creatività
Cooking Movies di Passiflora, un bellissimo blog dove cibo e cinema...sono una cosa sola!
CooktheLook di Strawberry Blonde, chi meglio di lei può meritare un premio di stile?
Madrecreativa Una mamma come me, ma mooolto più creativa!
un non.blog con il minimo sforzo di Stimadidanno, un bellissimo blog, ricco di contenuti interessanti, di un'altra mamma
Nati per delinquere di Mamma C e Mamma F, altro bel blog "mammoso" di (cito loro):"due mamme alle prese con i problemi di tutti i giorni di due bimbi e della libera professione"
La banda dei broccoli, di un gruppo di amici, anche se "collettivo sarebbe stato più figo!", un bellissimo esempio di affinità elettive e non!
E poi tutti gli altri decine e decine di blog che leggo volentieri un po', quasi tutti i giorni....
Buon inizio settimana a tutti/e!
giovedì 3 febbraio 2011
Il calendario di sopravvivenza per studenti...e non!
Il 10 gennaio scorso si è concluso un contest utile e simpatico, che raccoglieva le ricette più veloci e gustose, tanto comode alla categoria degli studenti, ma non solo! Il contest de Il Pomodoro Rosso: Calendariamo 2011.
Sono state raccolte quasi 70 ricette, tutte rigorosamente veloci, semplici, ma non per questo meno originali e appetitose. Queste le tre ricette prime classificate: al 1° posto la Zuppetta di fagioli di SandraMilù, al 2° Sprint pancakes con cavolfiore di Giulia e al 3° Ciambella americana al cioccolato di Valentina. Qui i commenti più dettagliati. Poi Cleare ha gentilmente creato ben due pdf, uno con tutte le ricette e poi il calendario con le 12 prescelte, tra le quali ho potuto constatare con grande sorpresa che era presente anche la mia: code di gamberi al forno.
Ben mangiare per ben essere - Il radicchio rosso
A cura delle dott.sa Ilaria Giangrandi
Gia' negli scritti dei Romani si parla del radicchio, che viene descritto anche in alcuni testi di botanica del X secolo. Mentre la storia del radicchio rosso ha inizio a meta' del XVI secolo quando viene messa a punto la tecnica di forzatura, necessaria per ottenere artificialmente il colore rosso. Successivamente le tecniche si sono affinate fino ad arrivare al radicchio rosso moderno. Le cultivar sono di tre gruppi: radicchi dalle radici amare; radicchi da foglie e da radice, cui appartiene la cicoria di Bruxelles, e infine il gruppo piu' noto dei radicchi da foglie verdi o colorate, al quale appartiene propriamente il radicchio rosso, principe dei risotti e delle insalate.
Questa cicoria rossa viene seminata in estate su terreni argillosi; la varieta' precoce va raccolta verso la meta' di settembre, mentre quella tardiva a meta' novembre. Con l'abbassamento della temperatura il radicchio cambia gradatamente la colorazione. Da verde intenso a volte screziato di rosso, diventa rosso vinoso. Viene raccolto e messo in ampie vasche coperte dove sulle radici scorre l'acqua sorgiva di pozzi artesiani a temperatura costante di 17 gradi. Cio' permette la forzatura, ossia la produzione di nuovi germogli dalle riserve della grossa radice. Dopo circa dieci giorni i mazzi vengono portati in stalla e tenuti su un letto di segatura o paglia per altri due giorni, in modo che portino a termine la maturazione e si asciughino. Il radicchio rosso e' dunque il nuovo germoglio della pianta messa a riposare al buio in un letto di acqua fredda in modo che le coste diventano bianche e le foglie incredibilmente rosse.
Il radicchio e' ricco di molte proprieta' benefiche: e' depurativo, diuretico, tonico e lassativo, facilita la digestione, la funzione epatica, e stimola la secrezione biliare, e' consigliato quindi in caso di stitichezza e cattiva digestione. Questo ortaggio ha un contenuto calorico basso ed e' ricco di vitamina A, B1 e B2 se consumato fresco; il contenuto vitaminico diminuisce sensibilmente quando le foglie sono appassite o troppo bagnate, quindi, al momento dell'acquisto, bisogna fare attenzione che il cespo sia fresco. Da non sottovalutare la presenza di sali minerali, calcio, fosforo e potassio; il radicchio e' inoltre un ottimo apportatore di fibre. Inoltre è ricco di antiossidanti che frenano i processi di invecchiamento, e quindi indicato a chi ha problemi di pelle, artrite e reumatismi. Il radicchio di Treviso, sia del tipo precoce che tardivo, viene usato anche in medicina. Le radici, infatti, seccate e ridotte in polvere o preparate in sciroppi o decotti, servono come digestivo, tonico, depurativo, mentre le foglie messe in infuso o sciroppo vengono impiegate per stimolare le funzioni digestive, per depurare il fegato e facilitare la diuresi; i fiori in infuso hanno la proprieta' di favorire la secrezione della bile. In cosmesi, il succo viene utilizzato per preparati per la pelle irritata. Puo' essere conservato in frigo anche per una settimana, chiuso in un sacchetto di plastica o avvolto in un telo da cucina. Per un lavaggio piu' efficace e' meglio eliminare le foglie esterne piu' danneggiate, tagliare i cespi a meta' ed allargare leggermente le foglie in modo che l'acqua possa penetrare tra le foglie.
Di seguito una mia ricetta veloce, facile e gustosa.
1 radicchio rosso tondo
1 mozzarella
6/7 filetti di alici
salvia
parmigiano grattugiato
olio evo
Preparazione
Ridurre a dadini la mozzarella (se usate la trecia è meno acquosa) e metterla a scolare. Nel frattempo pulire il radicchio, lavare le foglie e scegliere le più intere. Sbollentarle per qualche minuto in acqua bollente salata. Scolarle, stenderle su un ripiano ed asciugarle con la carta da cucina. Metere al centro di ogni foglia qualche dadino di mozzarella, un filetto di alice (se è saporita, non importa salare la mozzarella), dei pezzettini di salvia, richiudere delicatamente la foglia di radicchio con uno stuzzicadenti, disporre i fagottini su una teglia leggermente unta d'olio, condirli con altre poche gocce di olio, spolverare con abbondante parmigiano e far gratinare in forno fino a che non fanno una crosticina. Può darsi che la mozzarella faccia u po' d'acqua: basta eliminarla pochi minuti prima dalla fine cottura.
Gia' negli scritti dei Romani si parla del radicchio, che viene descritto anche in alcuni testi di botanica del X secolo. Mentre la storia del radicchio rosso ha inizio a meta' del XVI secolo quando viene messa a punto la tecnica di forzatura, necessaria per ottenere artificialmente il colore rosso. Successivamente le tecniche si sono affinate fino ad arrivare al radicchio rosso moderno. Le cultivar sono di tre gruppi: radicchi dalle radici amare; radicchi da foglie e da radice, cui appartiene la cicoria di Bruxelles, e infine il gruppo piu' noto dei radicchi da foglie verdi o colorate, al quale appartiene propriamente il radicchio rosso, principe dei risotti e delle insalate.
Questa cicoria rossa viene seminata in estate su terreni argillosi; la varieta' precoce va raccolta verso la meta' di settembre, mentre quella tardiva a meta' novembre. Con l'abbassamento della temperatura il radicchio cambia gradatamente la colorazione. Da verde intenso a volte screziato di rosso, diventa rosso vinoso. Viene raccolto e messo in ampie vasche coperte dove sulle radici scorre l'acqua sorgiva di pozzi artesiani a temperatura costante di 17 gradi. Cio' permette la forzatura, ossia la produzione di nuovi germogli dalle riserve della grossa radice. Dopo circa dieci giorni i mazzi vengono portati in stalla e tenuti su un letto di segatura o paglia per altri due giorni, in modo che portino a termine la maturazione e si asciughino. Il radicchio rosso e' dunque il nuovo germoglio della pianta messa a riposare al buio in un letto di acqua fredda in modo che le coste diventano bianche e le foglie incredibilmente rosse.
Il radicchio e' ricco di molte proprieta' benefiche: e' depurativo, diuretico, tonico e lassativo, facilita la digestione, la funzione epatica, e stimola la secrezione biliare, e' consigliato quindi in caso di stitichezza e cattiva digestione. Questo ortaggio ha un contenuto calorico basso ed e' ricco di vitamina A, B1 e B2 se consumato fresco; il contenuto vitaminico diminuisce sensibilmente quando le foglie sono appassite o troppo bagnate, quindi, al momento dell'acquisto, bisogna fare attenzione che il cespo sia fresco. Da non sottovalutare la presenza di sali minerali, calcio, fosforo e potassio; il radicchio e' inoltre un ottimo apportatore di fibre. Inoltre è ricco di antiossidanti che frenano i processi di invecchiamento, e quindi indicato a chi ha problemi di pelle, artrite e reumatismi. Il radicchio di Treviso, sia del tipo precoce che tardivo, viene usato anche in medicina. Le radici, infatti, seccate e ridotte in polvere o preparate in sciroppi o decotti, servono come digestivo, tonico, depurativo, mentre le foglie messe in infuso o sciroppo vengono impiegate per stimolare le funzioni digestive, per depurare il fegato e facilitare la diuresi; i fiori in infuso hanno la proprieta' di favorire la secrezione della bile. In cosmesi, il succo viene utilizzato per preparati per la pelle irritata. Puo' essere conservato in frigo anche per una settimana, chiuso in un sacchetto di plastica o avvolto in un telo da cucina. Per un lavaggio piu' efficace e' meglio eliminare le foglie esterne piu' danneggiate, tagliare i cespi a meta' ed allargare leggermente le foglie in modo che l'acqua possa penetrare tra le foglie.
Di seguito una mia ricetta veloce, facile e gustosa.
Fagottini di radicchio rosso con mozzarella
Ingredienti per 6/7 fagottini1 radicchio rosso tondo
1 mozzarella
6/7 filetti di alici
salvia
parmigiano grattugiato
olio evo
Preparazione
Ridurre a dadini la mozzarella (se usate la trecia è meno acquosa) e metterla a scolare. Nel frattempo pulire il radicchio, lavare le foglie e scegliere le più intere. Sbollentarle per qualche minuto in acqua bollente salata. Scolarle, stenderle su un ripiano ed asciugarle con la carta da cucina. Metere al centro di ogni foglia qualche dadino di mozzarella, un filetto di alice (se è saporita, non importa salare la mozzarella), dei pezzettini di salvia, richiudere delicatamente la foglia di radicchio con uno stuzzicadenti, disporre i fagottini su una teglia leggermente unta d'olio, condirli con altre poche gocce di olio, spolverare con abbondante parmigiano e far gratinare in forno fino a che non fanno una crosticina. Può darsi che la mozzarella faccia u po' d'acqua: basta eliminarla pochi minuti prima dalla fine cottura.
mercoledì 2 febbraio 2011
Buio in sala!
Buio in sala! è una rubrica di recensione cinematografica, promossa dal blog Nati per delinquere, che insieme ad altri blogger, propongono altre rubriche a tema per ogni giorno della settimana, qua (il blog di Stimadidanno) l'elenco completo.
La cosa bella è che chiunque può partecipare alle rubriche, pubblicando un post sul proprio blog, rispettando l'argomento e il giorno, citando il blog che ha creato la rubrica e avvisando l'autore del blog. Questo il motivo per cui ho spostato la rubrica "Ben mangiare per ben essere" a domani.
Oggi vi vorrei indicare un film visto la settimana scorsa con le mie "amiche di cinema impegnato": La donna che canta. Quando mi è stato proposto, sono andata subito a leggere qualche recensione e devo dire che non ero stata molto incoraggiata, pensavo al grande film super impegnato, dai temi profondi, che non passa mai...un polpettone da festival sconosciuti, ma molto "accurturati" insomma! Ma cosa non si fa per passare una serata con le tue migliori amiche...E meno male che c'è l'amicizia: Erika grazie! E' stato un film bello, non di svago, ma pieno di tensione, dai ritmi incalzanti e cosa più importante, in grado di suscitare forti emozioni...il fatto che non mi sono addormentata è fortemente indicativo!
Dal mio punto di vista è un film sull'amore infinito che solo una madre può provare: un sentimento estremamente lucido, a tal punto, da sembrare "pazzo da legare".
Ma passiamo a delle recensioni più esaurienti, che mi limito a citare da siti più accreditati.
Dalla recensione di blog.panorama.it
“L’infanzia è un coltello piantato in gola che non si tira via facilmente”. Lo lascia scritto nel suo testamento Nawal Marwan […]. Nawal ha cambiato vita, è in Canada, lontana dal Paese che l’ha segnata, ma il passato non si cancella e si trasforma in un silenzio di dolore e rimorsi che la accompagna alla morte. E il passato e le sue tracce di orrore tornano fuori poderosi nelle vite dei suoi figli, i fratelli gemelli Jeanne (Mélissa Désormeaux-Poulin) e Simon (Maxim Gaudette), quando vengono incaricati di cercare un padre che pensavano morto e un fratello di cui ignoravano l’esistenza.
Inizia così la cavalcata irruenta negli anni della giovinezza di Nawal e in una terra del Medio Oriente mai nominata ma che si intuisce sia il Libano degli odi religiosi, dei massacri nei campi di rifugiati palestinesi da parte delle milizie cristiane, della dura rappresaglia musulmana sui civili cristiani, della ripugnante stupidità umana che fa sparare a sangue freddo alla schiena di una bambina, perché islamica, e salva un’altra donna solo perché le muove avanti un ciondolo con un crocifisso biascicando “sono cristiana” […]
Struggente, potente, evocativo, intenso, La donna che canta (Incendies) del giovane canadese Denis Villeneuve racchiude in sé tanti aggettivi, positivi […] E nonostante le atrocità, la guerra e le spietate torture che narra, ha con sé anche un messaggio di amore, nonostante tutto. “Niente è più bello dell’essere insieme” dice Nawal. […]
Dalla recensione di mymovies.it di Edoardo Becattini
[…] Al quarto lungometraggio, Denis Villeneuve dimostra di essere un regista con due ossessioni: la matematica e le tragedie contemporanee. […] La donna che canta è un film costruito come una formula e la prima inquadratura è la sua equazione: la prima immagine mostra infatti una finestra affacciata su una piantagione di ulivi, passando poi lentamente verso l'interno di una stanza dove un ragazzino rasato da dei miliziani palestinesi guarda verso di noi.
Dentro quello sguardo in macchina pieno di rabbia e innocenza si situa l'avvio e la soluzione dell'intricata epopea di due gemelli canadesi alla ricerca della verità sulle loro radici. Le indagini scorrono parallele al percorso travagliato che porta la madre cristiana a diventare una dissidente politica, subire reiterate violenze e poi fuggire in Quebec. […]
Le ambizioni di La donna che canta sono quindi molto alte: cercare di raccontare un pezzo della sanguinosa storia recente della Palestina attraverso una drammaturgia di ampio respiro, tragica e complessa come un romanzo d'appendice. […]
La cosa bella è che chiunque può partecipare alle rubriche, pubblicando un post sul proprio blog, rispettando l'argomento e il giorno, citando il blog che ha creato la rubrica e avvisando l'autore del blog. Questo il motivo per cui ho spostato la rubrica "Ben mangiare per ben essere" a domani.
Oggi vi vorrei indicare un film visto la settimana scorsa con le mie "amiche di cinema impegnato": La donna che canta. Quando mi è stato proposto, sono andata subito a leggere qualche recensione e devo dire che non ero stata molto incoraggiata, pensavo al grande film super impegnato, dai temi profondi, che non passa mai...un polpettone da festival sconosciuti, ma molto "accurturati" insomma! Ma cosa non si fa per passare una serata con le tue migliori amiche...E meno male che c'è l'amicizia: Erika grazie! E' stato un film bello, non di svago, ma pieno di tensione, dai ritmi incalzanti e cosa più importante, in grado di suscitare forti emozioni...il fatto che non mi sono addormentata è fortemente indicativo!
Dal mio punto di vista è un film sull'amore infinito che solo una madre può provare: un sentimento estremamente lucido, a tal punto, da sembrare "pazzo da legare".
Ma passiamo a delle recensioni più esaurienti, che mi limito a citare da siti più accreditati.
Dalla recensione di blog.panorama.it
“L’infanzia è un coltello piantato in gola che non si tira via facilmente”. Lo lascia scritto nel suo testamento Nawal Marwan […]. Nawal ha cambiato vita, è in Canada, lontana dal Paese che l’ha segnata, ma il passato non si cancella e si trasforma in un silenzio di dolore e rimorsi che la accompagna alla morte. E il passato e le sue tracce di orrore tornano fuori poderosi nelle vite dei suoi figli, i fratelli gemelli Jeanne (Mélissa Désormeaux-Poulin) e Simon (Maxim Gaudette), quando vengono incaricati di cercare un padre che pensavano morto e un fratello di cui ignoravano l’esistenza.
Inizia così la cavalcata irruenta negli anni della giovinezza di Nawal e in una terra del Medio Oriente mai nominata ma che si intuisce sia il Libano degli odi religiosi, dei massacri nei campi di rifugiati palestinesi da parte delle milizie cristiane, della dura rappresaglia musulmana sui civili cristiani, della ripugnante stupidità umana che fa sparare a sangue freddo alla schiena di una bambina, perché islamica, e salva un’altra donna solo perché le muove avanti un ciondolo con un crocifisso biascicando “sono cristiana” […]
Struggente, potente, evocativo, intenso, La donna che canta (Incendies) del giovane canadese Denis Villeneuve racchiude in sé tanti aggettivi, positivi […] E nonostante le atrocità, la guerra e le spietate torture che narra, ha con sé anche un messaggio di amore, nonostante tutto. “Niente è più bello dell’essere insieme” dice Nawal. […]
Dalla recensione di mymovies.it di Edoardo Becattini
[…] Al quarto lungometraggio, Denis Villeneuve dimostra di essere un regista con due ossessioni: la matematica e le tragedie contemporanee. […] La donna che canta è un film costruito come una formula e la prima inquadratura è la sua equazione: la prima immagine mostra infatti una finestra affacciata su una piantagione di ulivi, passando poi lentamente verso l'interno di una stanza dove un ragazzino rasato da dei miliziani palestinesi guarda verso di noi.
Dentro quello sguardo in macchina pieno di rabbia e innocenza si situa l'avvio e la soluzione dell'intricata epopea di due gemelli canadesi alla ricerca della verità sulle loro radici. Le indagini scorrono parallele al percorso travagliato che porta la madre cristiana a diventare una dissidente politica, subire reiterate violenze e poi fuggire in Quebec. […]
Le ambizioni di La donna che canta sono quindi molto alte: cercare di raccontare un pezzo della sanguinosa storia recente della Palestina attraverso una drammaturgia di ampio respiro, tragica e complessa come un romanzo d'appendice. […]
lunedì 31 gennaio 2011
La Via Lattea - Il formaggio dall'antipasto al dolce
Ho deciso di partecipare anche io al contest di Aurore: si deve creare un menù di almeno tre portate che abbia un filo conduttore, ed io cosa potevo scegliere se non il formaggio? Adoro questo alimento, anche se è sempre stato demonizzato, per la quantità di grassi che contiene, ma vogliamo mettere il calcio, altra sostanza che contiene in gran quantità (specialmente nei i formaggi stagionati), di cui noi donne spesso ne sia carenti...in determinati periodi (gravidanza, menopausa)...vabbè sto cercando delle scuse per assopire i sensi di colpa, ma insommaaaa! Basta non esagerare e gustarselo ogni tanto, come il cioccolato in fondo!
Iniziamo con un antipasto, già pubblicato nel mio blog:
Iniziamo con un antipasto, già pubblicato nel mio blog:
Antipasto
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| Bicchierini di pomodoro, burrata e salsa di basilico |
Primo
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| Timballini di riso con cuore caldo al taleggio e dadini di pera |
Ricetta tratta da Alice di dicembre 2010.
Ingredienti per 4 persone:
400 g di riso
2 scalogni
1 pera
vino bianco
brodo vegetale
parmigiano grattugiato
pangrattato
olio evo
burro
Preparazione
Affettate gli scalogni e appasiteli in una casseruola con una noce di burro. Versate il riso e tostatelo per un paio di minuti, bagnate con il vino e fate sfumare. Unite un mestolo di brodo bollente e fate cuocere il risotto al dente, aggiungendo altro brodo man mano che viene assorbito. Al termine, spegnete il fuoco e mantecate con una noce di burro e un po' di parmigiano.
Imburrate gli stampini individuali e spolverizzateli con il pangrattato. Sbucciate la pra e fatela a dadini. Tagliate a dadini anche il taleggio. Distribuite il risotto negli stampini individuali riempendoli fino a 2/3. Create un incavo al centro del riso, aggiungete qualche dadino di formaggio e di pera e ricoprite fino al bordo con il risotto rimasto. Infine completate con un fiocchettino di burro.
Infornate gli stampini a 190°C e fate cuocere per 20-25 minuti. Trascorso il tempo, levate e lasciate raffreddare per qualche minuto. Sformate gli stampini in piattini individuali, portate in tavola e servite.
Dessert
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| Cestini di fillo... |
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| ...al mascarpone e kiwi |
Ricetta tratta da Alice di gennaio 2011.
Ingredienti:
3 fogli di pasta fillo
250 g di mascarpone
100 g di panna montata
4 cucchiai di zucchero a velo
4 kiwi
burro
Preparazione
Capovolgete 4 stampini individuali in alluminio e imburrateli. Spennellate con un po' di burro fuso tre fogli di pasta fillo. Tagliate ogni foglio in quattro ottenendo così 12 quadrati. Io, essendo la mia prima volta con la fillo, ho fatto diversamente per rendermi più facile la vita: ho sovrapposto i fogli imburrati interi e poi li ho divisi solo in 4 quadrati. Rivestite gli stampini, premendo bene la tripla sfoglia, per farle prendere la forma.Infornate a 180°C e fate cuocere per 15 minuti, o finchè saranno dorati (col mio forno a gas ne sono bastati 10). Poi levateli, lasciateli raffreddare e sformateli.
Raccogliete il mascarpone in una ciotola, unite lo zucchero e lavorate con una forchetta, fino ad ottenere una consistenza cremosa. Poi unite delicatamente la panna montata. Sbucciate i kiwi e tagliateli a fette e quindi a dadini (tenendo 6 fette per decorare). Mescolate la dadolata di kiwi alla crema e distribuite nei cestini. Decorate con le fete di kiwi e servite.
Un mio suggerimento: se vi piace potete sostituire il kiwi con dell'ananas fresco.
sabato 29 gennaio 2011
Progetto: la memoria del gusto
Oggi niente ricetta...ne avrei qualcuna da postare...ne ho di arretrati, ma non mi va proprio di "esibirmi", oggi mi piace leggere e leggervi. Lo so che non è domenica, ma mi sono presa un sabato di "blogrelax"...giusto un'oretta.
Così colgo l'occasione per parlare di una iniziativa mooolto interessante a cui, oggi ho partecipato anche io, finalmente..."ma ritenendo la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante..."Scusate, mi è venuta così, non c'entra niente il paragone con i pachidermi, naturalmente...era giusto per rendere l'idea del passaparola.
La memoria del gusto è progetto molto interessante e costruttivo, ideato da Barbara Zattoni, la "cheffa" del Ristorante Pane e vino a Firenze, un vulcano di idee ed energie. Vi riporto direttamente le sue parole al riguardo:
"Avete anche voi, perchè vostro, o perchè ereditato, o di famiglia, un quaderno di ricette? Avete una ricetta di un piatto tipico della vostra famiglia, la ricetta di una zia, della nonna, di vostra madre? Fatecela avere insieme ad alcune informazioni sulla sua origine, quali luogo, data, nel senso di periodo (es. attuale, anni 70 etc.). Anche altre informazioni tipo piatto della domenica, delle feste... Non avete la ricetta ma potete soltanto descriverci, anche grossolanamente, il piatto e gli ingredienti principali. Sono tutte informazioni preziose. Vorremmo pubblicarle, intanto sul sito, poi si vedrà. Organizzarci un cena al ristorante. Anche ricostruire la ricetta completa a partire dalle indicazioni, seppur incomplete, che voi avete recuperato. Una operazione di archeologia del sapere che è memoria del gusto e patrimonio culturale."
Che aspettate? Partecipate numerosi! E magari se poi ci sarà una cena con le ricette raccolte, potrà essere un'occasione per incontrarsi: in fondo Firenze è a metà strada un po' da tutta l'Italia.
Io l'ho buttata lì.
Buona domenica a tutti/e.
Smack!
L'elefante Claudia che si dondola su una ragnatela...
Così colgo l'occasione per parlare di una iniziativa mooolto interessante a cui, oggi ho partecipato anche io, finalmente..."ma ritenendo la cosa interessante, andarono a chiamare un altro elefante..."Scusate, mi è venuta così, non c'entra niente il paragone con i pachidermi, naturalmente...era giusto per rendere l'idea del passaparola.
La memoria del gusto è progetto molto interessante e costruttivo, ideato da Barbara Zattoni, la "cheffa" del Ristorante Pane e vino a Firenze, un vulcano di idee ed energie. Vi riporto direttamente le sue parole al riguardo:
"Avete anche voi, perchè vostro, o perchè ereditato, o di famiglia, un quaderno di ricette? Avete una ricetta di un piatto tipico della vostra famiglia, la ricetta di una zia, della nonna, di vostra madre? Fatecela avere insieme ad alcune informazioni sulla sua origine, quali luogo, data, nel senso di periodo (es. attuale, anni 70 etc.). Anche altre informazioni tipo piatto della domenica, delle feste... Non avete la ricetta ma potete soltanto descriverci, anche grossolanamente, il piatto e gli ingredienti principali. Sono tutte informazioni preziose. Vorremmo pubblicarle, intanto sul sito, poi si vedrà. Organizzarci un cena al ristorante. Anche ricostruire la ricetta completa a partire dalle indicazioni, seppur incomplete, che voi avete recuperato. Una operazione di archeologia del sapere che è memoria del gusto e patrimonio culturale."
Questa la pagina su FB, dove è più facile interagire:
Che aspettate? Partecipate numerosi! E magari se poi ci sarà una cena con le ricette raccolte, potrà essere un'occasione per incontrarsi: in fondo Firenze è a metà strada un po' da tutta l'Italia.
Io l'ho buttata lì.
Buona domenica a tutti/e.
Smack!
L'elefante Claudia che si dondola su una ragnatela...
giovedì 27 gennaio 2011
Liberiamoci del maiale!
Aderisco...tristemente...ma volentieri, alla simbolica iniziativa di Norma Carpignano, qui i dettagli
Rispondo all'appello: sono disgustata anche io dal comportamento del "nostro" Presidente.
"...Chi è disgustato quanto noi dovrebbe pubblicare entro domenica 6 febbraio una ricetta in cui il maiale sia protagonista…non importa se cucinerete un sontuoso carré o un panino alla mortadella, non è un vero e proprio contest, ma un’iniziativa di dissenso… fotografate un wurstel, se non avete tempo di cucinare, ma partecipate ugualmente! E per i bloggers non-food, sarà sufficiente aprire un post e commentare… a ruota libera!"
Rispondo all'appello: sono disgustata anche io dal comportamento del "nostro" Presidente.
"...Chi è disgustato quanto noi dovrebbe pubblicare entro domenica 6 febbraio una ricetta in cui il maiale sia protagonista…non importa se cucinerete un sontuoso carré o un panino alla mortadella, non è un vero e proprio contest, ma un’iniziativa di dissenso… fotografate un wurstel, se non avete tempo di cucinare, ma partecipate ugualmente! E per i bloggers non-food, sarà sufficiente aprire un post e commentare… a ruota libera!"
Ed ecco la ricetta che mando in campo.
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